Di Luca Franceschi
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La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein denuncia comportamenti che ritiene inaccettabili da parte del sottosegretario alla giustizia Delmastro, uno dei principali sostenitori della riforma Nordio attualmente al centro di un referendum imminente. Schlein critica quella che definisce “disinvoltura” nel modo in cui Delmastro avrebbe agito costituendo una società di ristorazione insieme ad altri esponenti politici di Fratelli d’Italia.
Nel dettaglio, la leader del Pd segnala che l’atto notarile che ha portato alla fondazione della società vedrebbe coinvolti, oltre a Delmastro, la vice presidente della Regione Piemonte e diversi assessori e consiglieri comunali di Biella. La questione che emerge come centrale riguarda il coinvolgimento di una giovane amministratrice unica della società: una ragazza di 18 anni il cui padre risulterebbe essere un uomo precedentemente indagato e successivamente condannato per associazione di tipo mafioso, avendo agito da prestanome per il clan Senese, un gruppo criminale noto nell’ambiente della criminalità romana.
Schlein sottolinea che la presidente del Consiglio Meloni sarebbe stata informata dei fatti già da circa un mese. La leader democratica richiede una presa di posizione pubblica e immediata della premier, sottolineando l’importanza di una dichiarazione che preceda il referendum e non lo segua. Secondo Schlein, questa trasparenza rappresenta un diritto fondamentale degli italiani chiamati a votare nei prossimi giorni.
Un ulteriore aspetto critico riguarda la storia personale di Delmastro: egli risulterebbe già condannato in passato per aver rivelato informazioni coperte da segreto al collega Donzelli, il quale avrebbe poi utilizzato tali informazioni per attaccare le opposizioni in aula. Alla luce di questa precedente violazione, Schlein sostiene che Delmastro non potesse ignorare l’identità della diciottenne scelta come amministratrice unica della società. Inoltre, la segretaria del Pd evidenzia che la società in questione non avrebbe nemmeno rispettato gli obblighi di trasparenza previsti dalla legge.
Schlein conclude rivolgendosi direttamente a Meloni, esortandola a cessare di difendere i suoi collaboratori e a concentrarsi invece sulla salvaguardia della dignità delle istituzioni italiane e degli interessi del paese.
