Di Luca Franceschi
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Referendum: Filippi (Siulp), assoluzioni non cancellano fango mediatico
“Non possiamo dire che le assoluzioni dimostrino che il sistema funziona, ignorando ciò che accade prima: indagini e processi che segnano profondamente la vita delle persone. Ho seguito il caso di un collega accusato ingiustamente di essere andato a giocare a tennis dopo aver simulato una malattia al lavoro. È stato sospeso dal servizio, destituito e rimasto per anni senza stipendio, esposto mediaticamente come colpevole. Dopo otto anni di vicende giudiziarie, è stato finalmente assolto perché il fatto non sussiste. Ma oggi è senza lavoro, senza pensione e con una carriera distrutta. Questa è una vittoria solo sulla carta. Perché le assoluzioni non cancellano l’infamia gettata sulle persone, il fango mediatico, il danno economico e reputazionale subiti. Credo sia necessario riflettere seriamente sull’uso delle misure cautelari e sulle conseguenze di un sistema che, anche quando assolve, non restituisce dignità alle persone. Per questo se ci sarà, come mi auguro, da parte dei cittadini l’accoglimento di questa riforma con il ‘Sì’, io credo che dal giorno dopo si dovrà cominciare a pensare a come rivedere questo impianto che sta falcidiando le fila delle forze di polizia. A fronte di migliaia di poliziotti sottoposti a queste misure cautelari, il 95% viene assolto. Ma i danni non verranno mai più rimossi né dal punto di vista morale né da quello patrimoniale”. Così Silvano Filippi, segretario nazionale Siulp, intervenendo all’evento ‘Verso il referendum’ a favore del Sì organizzato a Palazzo Madama.
