(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Infrastrutture idriche climate-resilient: la risposta di AIS al cambiamento climatico. In occasione della Giornata Mondiale, che nel 2026 risulta di particolare importanza perché coincide con l’anno dell’Acqua, il tema della gestione sostenibile delle risorse idriche diventa centrale. Non si tratta solo di “risparmiare acqua”, ma di ripensare radicalmente il modo in cui progettiamo le infrastrutture che la trasportano, la trattano e la restituiscono all’ambiente. Ed AIS entro l’anno pubblicherà un position paper su Infrastrutture idriche e cambiamento climatico di cui in questa occasione si anticipano i principali contenuti, che saranno oggetto di comunicazione anche in occasione della UN Water Conference di dicembre.
Il position paper è frutto dell’analisi del relativo gruppo di lavoro, composto da circa cinquanta partecipanti, professionisti e tecnici appartenenti ad alcuni dei principali player del settore, associati ad AIS, quali Cassa Depositi e Prestiti, il gruppo ASPI e SAIPEM, così come società di progettazione e di gestione come Politecnica, Stantec, ambiente srl, Italgas e il Gruppo CAP, insieme a molti altri.
In Italia, le infrastrutture idriche si trovano oggi al centro di una sfida cruciale: quella di assicurare che l’accesso e la gestione della risorsa sappiano fronteggiare adeguatamente gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Siccità prolungate, eventi meteorologici estremi, riduzione delle risorse idriche sotterranee e deterioramento della qualità dell’acqua stanno mettendo sotto pressione un sistema già segnato da criticità strutturali, come perdite elevate nelle reti di distribuzione, carenze infrastrutturali e una governance frammentata. Una strategia innovativa di sviluppo delle infrastrutture idriche sostenibili è urgente per ridurre il gap esistente, raggiungere gli obiettivi di resilienza idrica e di uso efficiente delle risorse, mettere in sicurezza un Paese idrogeologicamente fragile. Al tempo stesso, solo infrastrutture idriche sostenibili possono assicurare la protezione di valori come la salute pubblica e garantire uno sviluppo agricolo e industriale compatibile con il mantenimento della risorsa.
Come evidenziato da studi recenti “si tratta di uno sforzo gigantesco, stimato in almeno 230 miliardi di euro in quindici anni, pari a 15 miliardi l’anno, di cui circa 7/8 miliardi aggiuntivi rispetto agli attuali livelli di spesa. Un impatto rilevante (1/2 miliardi l’anno) anche su tutto il settore dell’ingegneria ambientale e della consulenza.”
Così se da un lato il cambiamento climatico rappresenta una sfida senza precedenti per le infrastrutture idriche, esso ne costituisce anche un’opportunità per promuovere l’innovazione e la resilienza. È un fenomeno che esercita una pressione sempre maggiore sulle infrastrutture idriche globali, mettendo in evidenza la necessità di adattarsi e innovare. Le variazioni nei modelli di precipitazione, l’aumento degli eventi meteorologici estremi e il riscaldamento globale stanno influenzando significativamente la disponibilità e la qualità della risorsa “Acqua” mettendo a rischio la sicurezza idrica e la sostenibilità delle infrastrutture. Il quadro delineato impone che l’infrastruttura idrica non possa più essere progettata e gestita assumendo che clima, disponibilità e rischi idrologici siano variabili “stabili”.
Secondo Paola Brambilla, consigliera di AIS, che insieme all’altro consigliere Giacomo Calzoni, dell’omonima impresa di costruzioni, coordina il gruppo di lavoro “è essenziale mettere al centro un approccio basato sulla resilienza così da ridurre fragilità interne (perdite, obsolescenza, sotto-manutenzione, carenze di depurazione), aumentare intelligenza del sistema (dati, digitalizzazione, interoperabilità), integrare il territorio come infrastruttura (ritenzione, NBS, ripristino ecosistemico), e governare le interdipendenze (acqua–energia–cyber–salute). E’ essenziale un cambio di paradigma favorendo la transizione da gestione emergenziale a resilienza sistemica, ridefinendo i fabbisogni, i criteri progettuali e una governance inclusiva degli investimenti, in modo particolare per quanto riguarda le infrastrutture, in coerenza con l’evoluzione europea su adattamento e resilienza idrica.”
I contenuti del Position Paper
Il Position Paper di AIS proporrà una visione di infrastrutture idriche climate-resilient fondata su quattro principi integrati: resilienza, sostenibilità sistemica, innovazione e integrazione territoriale, con attenzione al bilancio materico ed energetico. AIS ritiene che la sfida che oggi si presenta relativamente alle infrastrutture idriche per effetto del cambiamento climatico avrà l’effetto di determinare una rilevante trasformazione di sistema, in grado di fare della sostenibilità un formidabile driver di competitività: dalla pianificazione integrata agli standard progettuali climate-proof, alla digitalizzazione sicura, con ricadute rilevanti anche sul fronte degli investimenti sempre più attenti a una misurazione trasparente delle prestazioni, con integrazione di opere grigie e soluzioni basate sulla natura e con piena attenzione alle interdipendenze acqua-energia-sicurezza.
Il Position Paper svilupperà anche gli strumenti operativi per rendere attuabile questa traiettoria (metodologie, indicatori, strumenti di procurement e finanziamento, casi studio e proposte concrete), con l’obiettivo di orientare decisori pubblici, regolatori, gestori e filiera industriale verso un percorso e strumenti operativi condivisi di resilienza e sostenibilità sistemica del ciclo idrico.
Per affrontare queste sfide, è essenziale adottare un approccio integrato che includa investimenti in infrastrutture resilienti al clima, come sistemi di raccolta delle acque piovane, reti di drenaggio migliorato e impianti di trattamento delle acque più efficienti ed ecocompatibili. Inoltre, l’implementazione di tecnologie innovative, come sensori intelligenti e sistemi di gestione delle reti idriche basati sull’intelligenza artificiale, può migliorare il monitoraggio e la gestione delle risorse idriche, consentendo una risposta rapida agli eventi climatici estremi e una maggiore efficienza nell’uso delle risorse.
Per il presidente di AIS Lorenzo Orsenigo serve “una strategia centralizzata e consapevole di prioritizzazione degli interventi sviluppata operativamente su una tassonomia chiara degli interventi prioritari, un quadro di Governance più semplice, con una stabile e partecipata cabina di regia, insieme all’individuazione di strumenti di spesa (tariffa, fondi pubblici, fondi privati) integrati, coerenti ed efficaci, da definire per tempo, considerato anche la progressiva riduzione dell’efficacia dello strumento PNRR.”
