Di Luca Franceschi
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La deputata di Fratelli d’Italia Cristina Almici esprime forti perplessità rispetto a un’iniziativa in programma mercoledì 18 marzo presso il centro sociale Magazzino 47 di Brescia. L’assemblea pubblica dal titolo “Referendum Giustizia: votiamo No” vedrà la partecipazione di un magistrato in servizio presso il Tribunale di Brescia, fatto che secondo la parlamentare solleva interrogativi significativi.
Secondo quanto sostiene Almici, un magistrato rappresenta l’istituzione della giustizia e proprio per questo dovrebbe mantenere un profilo caratterizzato da equilibrio e imparzialità. Ciò diventa particolarmente rilevante in una fase delicata come quella di una campagna referendaria che riguarda direttamente l’ordinamento giudiziario e le sue funzioni.
La deputata sottolinea come sia ancora più sorprendente il contesto scelto per questo intervento. Il Magazzino 47 è un centro sociale noto per posizioni antagoniste e per vicende che negli anni hanno spesso interessato le aule dei tribunali. Almici ritiene che proprio questo tipo di situazione rappresenti una delle ragioni per cui la riforma della giustizia risulta necessaria.
Quando una parte della magistratura entra direttamente nel dibattito politico e nella campagna referendaria, secondo la parlamentare, il confine tra funzione giurisdizionale e militanza diventa inevitabilmente più sottile. Di conseguenza, emergono interrogativi che non dovrebbero nemmeno nascere. Potrebbe sorgere il dubbio, prosegue Almici, che il centro sociale miri a ottenere qualcosa sostenendo il “No” insieme a un magistrato, oppure che alcuni si aspettino in futuro un trattamento particolare nei procedimenti giudiziari che riguardano i propri esponenti.
La magistratura, conclude la deputata, deve essere autonoma e indipendente, ma altrettanto importante è che appaia tale agli occhi dei cittadini. Per questo motivo, i chiarimenti su quanto accaduto risultano indispensabili.
