Di Luca Franceschi
///
La deputata del Movimento 5 Stelle Valentina D’Orso, capogruppo in commissione Giustizia, ha lanciato un duro attacco al governo Meloni in vista del referendum sulla riforma costituzionale, sostenendo che l’esecutivo abbia già confessato le vere finalità dell’intervento normativo.
Secondo D’Orso, esattamente un anno fa il governo iniziò a rivelare le reali motivazioni della riforma costituzionale: mettere la magistratura sotto il controllo della politica. La parlamentare pentastellata fa riferimento alle dichiarazioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro del 14 marzo 2024, rilasciate in un’intervista al quotidiano Il Foglio.
In quella circostanza, Delmastro aveva espresso timori riguardo alla riforma, spiegando che separare i pubblici ministeri dai giudici e assegnare loro un Consiglio superiore della magistratura autonomo avrebbe potuto portare a un’eterogenesi dei fini, accentuando la loro predisposizione “iper-accusatoria”. Il sottosegretario aveva inoltre affermato che, a suo dire, l’unica soluzione successiva sarebbe stata quella di collocare i PM sotto il governo o privarli del potere di impulso sulle indagini.
D’Orso sostiene che questa sia esattamente la verità: alla separazione delle carriere non può che seguire la collocazione dei pubblici ministeri sotto il controllo della politica e del governo, come avviene nel resto del mondo.
A supporto di questa tesi, la deputata cita anche le posizioni del ministro Nordio, che avrebbe spiegato come la riforma serva a dare alla politica libertà di azione e un primato sulla magistratura, e del vicepremier Tajani, che si sarebbe dichiarato favorevole a togliere ai PM la direzione della polizia giudiziaria.
Secondo la rappresentante del M5S, la riforma rappresenta la risposta che la premier Meloni considera più adeguata a quella che definisce un’intollerabile invadenza della magistratura, che si configurerebbe come “plotoni di esecuzione”, citando le parole della deputata Bartolozzi.
D’Orso conclude riconoscendo che il governo è stato molto chiaro nelle sue intenzioni, nonostante l’invito della deputata Matone a non esprimere pubblicamente queste posizioni. Per questo motivo, per salvaguardare gli equilibri tra i poteri della democrazia italiana, la parlamentare pentastellata ritiene che l’unico voto possibile al referendum sia il No.
