Di Luca Franceschi
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Al Teatro Franco Parenti di Milano, la Premier Giorgia Meloni ha rivolto un appello alla platea sostenendo che in caso di vittoria del No al referendum sulla giustizia, verrebbero messi in libertà stupratori, pedofili e spacciatori. Un’affermazione che Marco Furfaro, della segreteria nazionale del Partito Democratico, contesta frontalmente attraverso un post su Facebook.
Secondo Furfaro, l’unico stupratore effettivamente liberato in tempi recenti risponde al nome di Osama Almasri, un individuo accusato dalla Corte Penale Internazionale di aver violentato un bambino di soli cinque anni. Lo stesso uomo è stato inoltre accusato di aver torturato, stuprato e ucciso decine di persone nel carcere di Mitiga, in Libia, e nei suoi confronti pendeva un mandato d’arresto internazionale emesso dall’Aia.
Ciò che più sollecita la critica di Furfaro è il fatto che Almasri sia stato liberato dal carcere nel giro di 72 ore dal governo Meloni, con tanto di trasporto garantito da un volo di Stato. Per il politico del PD, questo episodio risulta particolarmente rilevante in relazione alle dichiarazioni della Premier sulla pericolosità dei magistrati.
Furfaro sottolinea inoltre che il referendum sulla giustizia riguarda la separazione delle carriere, una questione che non ha alcun collegamento con la custodia cautelare, con i processi penali o con la remissione in libertà di detenuti. Secondo il suo ragionamento, non è stata una decisione giudiziaria a portare alla liberazione di Almasri, bensì il governo stesso.
Nel suo intervento, Furfaro invita gli cittadini a ricordare il nome di Osama Almasri nel momento in cui il governo dovesse ripetere che una vittoria del Sì al referendum renderà l’Italia più sicura. Suggerisce inoltre di riportare alla memoria l’episodio del volo di Stato e la vicenda del bambino di cinque anni, formulando una domanda diretta alla Premier: chi ha veramente liberato questo uomo?
