(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Tutti a casa. Sostituiti dall’intelligenza artificiale. È successo a Marghera, dove l’americana InvestCloud ha licenziato dalla sera alla mattina i suoi 37 dipendenti. Uno dei primi casi in Italia, almeno tra quelli emersi pubblicamente, di lavoro intellettuale rimpiazzato dalle macchine. Il segnale che la trasformazione è iniziata anche qui.
La rivoluzione dell’intelligenza artificiale, come rivela la nuova ricerca pubblicata da Anthropic in questi giorni, non sta colpendo tanto gli ultimi della fila, ma il cuore del lavoro cognitivo: professionisti istruiti e ben pagati, il ceto medio delle scrivanie digitali. E soprattutto giovani: a livello globale le assunzioni tra i 22 e i 25 anni nelle professioni più esposte all’AI sono calate del 14% dal 2024. Compiti tipici di inizio carriera, come coding di base, data entry o customer service, sono tra i più automatizzabili. Il risultato non è tanto la sostituzione dei lavoratori anziani, quanto meno ingressi per le nuove generazioni e meno opportunità di apprendere sul lavoro. C’è un modo per guidare questo cambiamento epocale?
Se ne parla oggi, giovedì, nel nuovo episodio di “Pillole di Eta Beta” in onda alle 11.45 su Rai Radio1 e poi in podcast su RaiPlay Sound. Ospite: Stefano Epifani, presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale e autore di Il teatro delle macchine pensanti. Conduce Massimo Cerofolini, regia di Mimmi Micocci.
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