Di Luca Franceschi
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Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, interviene criticamente sulla decisione del Comune di Castelfranco Emilia di conferire la cittadinanza onoraria al magistrato Nicola Gratteri. Secondo il senatore, la tempistica dell’iniziativa risulta particolarmente sospetta, poiché arriva a pochi giorni dal referendum sulla giustizia. La coincidenza, sostiene Barcaiuolo, appare difficilmente credibile e denota un intento politico preciso.
L’esponente di FdI accusa il Partito Democratico di aver strumentalizzato l’atto istituzionale per alimentare la propria campagna referendaria. Trasformare una cittadinanza onoraria in uno strumento di propaganda rappresenterebbe, secondo Barcaiuolo, una distorsione del significato che tale riconoscimento dovrebbe avere per l’intera comunità. L’iniziativa, a suo avviso, risponderebbe esclusivamente a una logica di schieramento politico.
Barcaiuolo identifica in questo comportamento il metodo consolidato della sinistra quando si trova in difficoltà nel merito delle riforme. In questi casi, sostiene, il Partito Democratico tenderebbe a spostare lo scontro sul piano simbolico, costruendo iniziative mediatiche utili principalmente a orientare l’opinione pubblica secondo i propri obiettivi politici. Una dinamica che, a suo dire, rappresenta l’incapacità della sinistra di mantenere distinzione tra il rispetto delle istituzioni e la propria attività di propaganda.
Il coordinatore regionale di FdI conclude ritenendo che, qualora l’intento fosse autentico, il riconoscimento dovrebbe essere conferito senza utilizzarlo come strumento di battaglia politica. La modalità scelta da Castelfranco Emilia, invece, dimostrerebbe ancora una volta la disponibilità del Partito Democratico a strumentalizzare qualsiasi mezzo, persino gli atti istituzionali che dovrebbero unire una comunità, pur di costruire una narrazione favorevole alla propria campagna.
