(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In Lombardia si sta consumando l’ennesimo, gravissimo attacco al Servizio Sanitario Nazionale: una recente delibera regionale introduce la cosiddetta ‘super-intramoenia’, una misura inaccettabile che permette alle strutture pubbliche di stipulare convenzioni dirette con fondi sanitari, mutue e assicurazioni private.
Questa operazione istituzionalizza la mercificazione della salute. Ci troviamo di fronte alla trasformazione di un diritto universale, garantito e tutelato dalla nostra Costituzione, in un mero privilegio per chi ha la disponibilità economica per pagare.
Il risultato di questa scellerata manovra sarà un ulteriore e drammatico allungamento delle già infinite liste d’attesa per la stragrande maggioranza dei cittadini, il cui accesso alle cure dipenderà sempre di più dal proprio reddito.
Di fronte a questa palese ingiustizia sociale, ben 27 organizzazioni, tra cui Medicina Democratica, hanno inviato una lettera aperta ai Direttori generali delle ASST e degli IRCCS lombardi, chiedendo un atto di obiezione di diritto per non applicare la delibera. Sostengo con forza e convinzione questo appello.
Tutto questo avviene nel silenzio assordante e con l’inazione del governo Meloni, che si sta rendendo complice di un’azione di discriminazione inaccettabile da parte del presidente Fontana e dell’assessore Bertolaso.
Il disegno, chiaro fin dall’inizio, è sempre stato quello di privatizzare la sanità andando contro la nostra Costituzione. È un atteggiamento eversivo, bisogna assolutamente fermare questa follia e sono pronto a portare il caso in Parlamento.
Lo ha dichiarato Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama.
