(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il silenzio del governo su quanto sta avvenendo a Cinecittà non può andare oltre. Da mesi chiediamo chiarezza sulla gestione degli Studios e sul sistema dei tax credit senza ricevere dal Ministero della Cultura neppure mezza risposta.
Siamo stati noi a fare gli esposti in procura su quanto stava avvenendo segnalando anche le ombre su alcune produzioni come Albatros. L’amministratrice delegata, Manuela Cacciamani, sarebbe indagata dalla Procura di Roma per truffa in un filone dell’inchiesta sui finanziamenti pubblici al cinema legati alla sua precedente attività alla guida della società One More Pictures.
Parliamo della manager voluta dal centrodestra alla guida di una società pubblica importantissima, una nomina che tutti scrivono sia arrivata con la spinta politica di Fratelli d’Italia e con il sostegno decisivo di Arianna Meloni, in un contesto di rapporti noti e consolidati anche con Giorgia Meloni.
È una vicenda che rischia di travolgere il cuore dell’industria audiovisiva italiana e la gestione di centinaia di milioni di euro di fondi pubblici. Non è più il tempo dei silenzi, come sta avvenendo anche per il Teatro La Fenice, dove Giuli sta ignorando le legittime proteste delle lavoratrici e dei lavoratori per piazzare un’altra amica di Giorgia Meloni come Beatrice Venezi.
Per mesi abbiamo posto domande sulla gestione di Cinecittà e sul funzionamento del sistema dei tax credit. Dal Ministero della Cultura non è arrivata una risposta. Adesso basta. Alessandro Giuli venga con urgenza in Parlamento a riferire su quanto sta accadendo a Cinecittà, sul ruolo dei vertici nominati dal governo e su come sono stati gestiti i fondi pubblici destinati al settore.
Così il deputato M5S Gaetano Amato.
