Di Luca Franceschi
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Il Senatore Salvo Pogliese di Fratelli d’Italia ha condannato fermamente i gravi episodi registrati a Catania negli ultimi giorni, dove attraverso i social network si è assistito a un’esaltazione della figura del boss mafioso Nitto Santapaola, recentemente scomparso. Secondo il parlamentare, celebrare un uomo responsabile di morte e sofferenza, presentandolo come parte della storia della città, costituisce un affronto nei confronti delle vittime della mafia e di tutti i cittadini che quotidianamente si impegnano per la legalità.
“Santapaola non ha ‘fatto la storia’, ha scritto una pagina vergognosa della città vergata con il sangue e alimentata da sopraffazione e degrado”, ha dichiarato Pogliese, sottolineando come non sia possibile considerare il boss come un simbolo della comunità catanese.
Il Senatore ha rivolto apprezzamenti all’operato della Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia Chiara Colosimo, che ha rapidamente attivato il protocollo d’intesa con TikTok per la rimozione dei contenuti che inneggiavano al crimine. Secondo Pogliese, questo intervento dimostra l’efficacia degli accordi di collaborazione con i social network nel contrastare la diffusione di messaggi pericolosi e fuorvianti, soprattutto tra i giovani. “L’azione della Commissione Antimafia risulta incisiva su questo fronte”, ha affermato.
Tuttavia, Pogliese ha sottolineato che la semplice cancellazione dei post non è sufficiente a risolvere il problema. I recenti episodi rivelano una fascinazione ancora presente in alcune parti della società per il “male” e i suoi protagonisti. Il fatto che giovani, nemmeno affiliati ai clan, arrivino a idolatrare un boss rappresenta un campanello d’allarme che evidenzia quanto ancora lungo e complesso sia il percorso educativo da compiere.
Per questa ragione, il Senatore ha lanciato un appello alle istituzioni scolastiche, religiose e alle famiglie, ritenendole protagoniste di un impegno straordinario nel formare le nuove generazioni. L’obiettivo deve essere insegnare ai ragazzi a distinguere il bene dal male e a riconoscere come modelli da seguire gli esempi di riscatto e onestà, piuttosto che personaggi legati al crimine organizzato.
