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REGIONE TOSCANA * :«# AFFITTI BREVI E CAMBIO DESTINAZIONE D’USO, MARRAS E BONI RISPONDONO AD INTERROGAZIONE DI FDI»

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12.00 - domenica 8 marzo 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**Affitti brevi e cambio destinazione d’uso, Marras e Boni rispondono ad interrogazione di FdI**

La Regione è al lavoro per predisporre una proposta di legge che modifichi e in parte dettagli quanto è previsto dal Testo Unico in materia di turismo riguardo all’obbligo delle strutture esistenti (che scatterà dal prossimo 1 luglio 2026) di mutare la destinazione d’uso da residenziale a turistico ricettivo. Così gli assessori a economia, turismo e agricoltura Leonardo Marras e a infrastrutture e trasporti Filippo Boni, in risposta all’interrogazione presentata dal Gruppo di Fratelli d’Italia in merito all’articolo 41 comma 3 della legge regionale 61 del 2024.

Nella risposta gli assessori fanno anzitutto chiarezza rispetto al fatto che “la Corte costituzionale, con la sentenza n.186/2025, ha confermato in pieno la legittimità della scelta operata dal legislatore regionale”, sottolineando che “la norma regionale è stata approvata nell’ottica di disciplinare meglio il settore, con una più coerente e ordinata regolamentazione, che passa anche dal rispetto della corretta destinazione d’uso, in linea con l’effettivo utilizzo dell’immobile”. L’art. 41 del TU prevede l’obbligo di esercitare l’attività imprenditoriale di affittacamere, B&B, case vacanze e residenze d’epoca esclusivamente in immobili con destinazione d’uso turistico-ricettiva. Su questo la Corte Costituzionale ha sottolineato la coerenza della norma con la gestione esclusivamente imprenditoriale di tali strutture.

“In realtà le criticità evidenziate nell’interrogazione – aggiungono gli assessori – riguardano in particolare la fase transitoria prevista dal Testo unico, al termine della quale le strutture extra-alberghiere esistenti dovranno risultare adeguate alla destinazione urbanistica dettata dalla legge regionale”. Sempre secondo gli assessori, “La norma non altera equilibri e carichi urbanistici, poiché riguarda immobili già destinati e registrati come strutture turistico-ricettive; l’adempimento consente semplicemente di allineare la situazione di fatto a quella di diritto. Inoltre, l’eventuale divieto previsto dai Piani operativi comunali per nuove strutture non viene eluso, poiché si tratta di attività già insediate prima dell’introduzione di tali limitazioni”.

Sostanzialmente, come affermano gli assessori, “la Regione è consapevole delle preoccupazioni espresse da Comuni e operatori, e per questo motivo stiamo lavorando per predisporre una proposta di legge che integri e dettagli ulteriormente la norma transitoria del Testo Unico. In particolare sarà prevista una proroga dei termini per consentire alle amministrazioni comunali e alle strutture di adempiere con maggiore serenità; sarà chiarito che, per le attività già esercizio al momento di entrata in vigore della legge, il mutamento di destinazione d’uso avverrà con modalità tali da escludere la necessità di varianti urbanistiche comunali; sarà ribadito che il cambio di destinazione d’uso non sarà soggetto al pagamento degli oneri di urbanizzazione, derivando da un obbligo imposto dalla legge regionale; ed infine, sarà esplicitata la possibilità di ripristino della destinazione d’uso residenziale, compatibilmente con il Piano operativo comunale che sarà vigente al momento, in caso di cessazione dell’attività ricettiva”.

In conclusione, Marras e Boni evidenziano che “l’obiettivo della Regione è garantire certezza normativa, uniformità applicativa e un equilibrio tra esigenze di pianificazione territoriale, tutela degli operatori economici e diritti dei proprietari, accompagnando il sistema turistico toscano verso un assetto più chiaro e coerente”.

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