(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Prima si tagliano oltre 7.000 posti in organico alla scuola pubblica. Poi si sforbiciano quasi 900 milioni di risorse, sempre alla scuola pubblica. Intanto, dall’altra parte, i finanziamenti alle scuole private scorrono puntuali, come se lì non esistesse alcun calo demografico, alcuna emergenza, alcuna austerità. E adesso il colpo finale, che tanto finale non è perché va avanti da quando c’è questo governo: Giuseppe Valditara decide di mettere le mani direttamente sul dimensionamento scolastico, commissariando quattro regioni.
Ora ci racconterà come al solito che è solo una “riorganizzazione amministrativa”, che “non comporta la chiusura di scuole”. Una favola. Chiunque conosca la scuola sa benissimo che il dimensionamento è il grimaldello con cui si smantella pezzo dopo pezzo la presenza dello Stato nei territori più fragili.
Aree interne, periferie, piccoli comuni: proprio lì dove la scuola non è solo un edificio, ma un presidio di democrazia, di coesione sociale, spesso l’ultimo servizio pubblico rimasto. Il dimensionamento è già di per sé una vergogna, perché colpisce chi vive lontano dai centri, chi ha meno voce, chi paga da anni.
Ma con il commissariamento si impongono dall’alto accorpamenti e tagli: è qualcosa di davvero agghiacciante. Siamo davanti a un atto di forza politico, mascherato da adempimento tecnico e giustificato con il Pnrr.
Si colpisce la scuola pubblica, si indeboliscono i territori. E poi ci si stupisce se cresce la sfiducia, se le comunità si svuotano, se la democrazia arretra. È una scelta ideologica precisa, che usa i numeri e le procedure per fare macerie di ciò che dovrebbe essere tutelato più di ogni altra cosa: la scuola pubblica come bene comune”.
Così gli esponenti M5S in commissione cultura alla Camera e al Senato.
