Di Luca Franceschi
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Camilla Laureti, eurodeputata del Partito Democratico e responsabile nazionale per le politiche agricole, ha partecipato oggi alla manifestazione organizzata dalla Flai Cgil ad Amendolara, pronunciandosi con fermezza contro lo sfruttamento dei lavoratori nel settore agricolo.
L’intervento dell’eurodeputata rappresenta un momento di memoria e denuncia rispetto alle quattro vittime Waseem Khan, Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad, per cui chiede giustizia. Laureti ha richiamato anche la morte di Singh avvenuta nell’Agropontino, ricordando come allora si fosse gridato “mai più”, ma le vittime continuano ad accumularsi. Secondo la sua analisi, queste morti rappresentano veri e propri omicidi del lavoro, conseguenze dirette di un sistema lavorativo caratterizzato da sfruttamento e mancanza di diritti.
La questione dello sfruttamento agricolo, sostiene Laureti, rappresenta un problema strutturale che in alcune regioni si intreccia pericolosamente con il caporalato e la criminalità organizzata, danneggiando al contempo le imprese che operano correttamente. Per affrontare questa emergenza, la legge 199 ha introdotto strumenti innovativi sia sul fronte della repressione che della prevenzione, come la Rete del lavoro agricolo di qualità, che necessita però di essere rafforzata insieme all’indice di congruità.
Laureti propone il potenziamento degli organici dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro. È inoltre necessario, secondo l’eurodeputata, tutelare i lavoratori migranti che denunciano lo sfruttamento fornendo loro un permesso di soggiorno permanente, e introdurre un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, superando la normativa Bossi-Fini e la logica restrittiva dei decreti flussi.
Sul piano delle politiche del lavoro, Laureti sostiene la necessità di introdurre un salario minimo legale e di rafforzare la contrattazione collettiva. A livello europeo, chiede di insistere sulla condizionalità sociale per i fondi della Politica Agricola Comune e di valutare l’adozione di una direttiva contro lo sfruttamento lavorativo.
Nel contesto del Quality Jobs Act, l’eurodeputata propone alla Commissione europea di prevedere l’obbligo di certificazione per ogni intermediario del lavoro. La sua conclusione traccia una visione perspicua del futuro: l’agricoltura deve diventare sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello sociale, altrimenti non avrà futuro.
