(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini è intervenuto duramente in aula contro il governo Meloni, accusandola di mancanza di presenza in Parlamento e di eccessiva sottomissione agli Stati Uniti.
“Oggi Giorgia Meloni non è venuta in Parlamento a riferire. Evidentemente il tempo per Sanremo si trova, quello per il Parlamento no. Non ha trovato il tempo per spiegare la posizione del governo sull’attacco illegale in Iran di Trump e Netanyahu. Non ha trovato il tempo per condannare la morte di 165 donne iraniane, uccise mentre erano a scuola, dopo aver riempito i discorsi di solidarietà alle donne iraniane”, ha dichiarato Pirondini.
Il senatore pentastellato ha proseguito con dure critiche alla linea politica del governo: “Forse perché venire in Aula avrebbe significato dire la verità: questo governo non governa, obbedisce. Sì al gas americano. Sì alle armi americane. Silenzio totale sui dazi che stanno colpendo le imprese italiane. Sapete quanti no ha detto Meloni a Trump? Zero”.
Pirondini ha sottolineato la differenza tra essere alleati e essere subalterni: “Essere alleati non significa obbedire. Significa avere la schiena dritta e saper dire anche dei no. Come sta facendo il presidente spagnolo Sanchez: no all’aumento delle spese militari, no all’utilizzo delle basi, no alla guerra. La differenza è tutta qui: c’è chi governa e chi obbedisce”.
Il capogruppo M5S ha poi evidenziato le conseguenze economiche per l’Italia: “Nel frattempo gli Stati Uniti guadagnano e l’Italia paga il conto: gas più caro del 50%, petrolio più caro, bollette più alte e carrello della spesa sempre più pesante per le famiglie. Gli italiani stanno già pagando prezzi alimentari aumentati del 25%”.
Pirondini ha quindi posto una domanda provocatoria al governo: “E allora viene una domanda semplice: che fine ha fatto il governo dei patrioti? Che fine ha fatto ‘prima gli italiani’? Se davvero volete difendere l’Italia, abbiate il coraggio di dire no quando vi chiedono di usare le basi militari, no quando vi chiedono miliardi per le armi, e investite quei soldi in scuola pubblica, sanità, salari, pensioni e imprese. Questo significa difendere davvero il Paese”.
L’intervento si è concluso con una richiesta di dimissioni: “E un’ultima cosa: dopo quello che è successo, il ministro Crosetto dovrebbe avere il coraggio di dimettersi. La sicurezza dell’Italia non può essere affidata a chi non è stato in grado di garantire nemmeno quella del proprio ruolo istituzionale”.
