(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“A Reggio Emilia è andata in scena una vergogna nazionale. Non è satira e nemmeno ironia, ma una rappresentazione violenta e disgustosa contro il Presidente del Consiglio”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Maiorano, esprimendo piena solidarietà alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“Mettere in scena la ‘decapitazione’ del Capo del Governo, anche in forma figurata, con un boia vestito di nero e con un’ascia in mano, non è satira. È un messaggio violento. È un atto che normalizza l’odio politico. Oltre alla gravità del fatto, i presenti ridevano e applaudivano. Come fosse un gioco. Ma non c’è nulla di divertente nell’evocare l’eliminazione dell’avversario politico. La violenza non è mai satira. È violenza. Punto. Non è la prima volta che accade. Lo scorso anno al ‘Carnevale Liberato’ di Poggio Mirteto fu dato alle fiamme un manichino raffigurante la Presidente del Consiglio. Sempre la stessa scena: travestire la violenza da goliardia per colpire chi non la pensa come loro. E allora mi chiedo: la sinistra e specialmente le donne di sinistra dove sono? Se fosse accaduto a una di loro, quale sarebbe stata la reazione? Quante piazze si sarebbero riempite? Quante dichiarazioni indignate avremmo letto? Quando nel mirino c’è un governo democraticamente eletto dagli italiani, tutto diventa ‘satira’. Questa doppia morale è intollerabile come lo è il volto di una certa sinistra dei centri sociali che, dietro la maschera della tolleranza, coltiva da anni un clima di aggressività e delegittimazione.
“Chiediamo una condanna chiara e senza ambiguità da parte del Comune di Reggio Emilia e di tutte le forze politiche – conclude Maiorano – perché colpire simbolicamente il Presidente del Consiglio significa colpire le istituzioni della Repubblica. Rappresentazioni di questo tipo superano i limiti della critica civile e costituiscono un messaggio di istigazione all’odio che non può essere tollerato in una società democratica. Non possiamo abituarci a tutto questo. Le istituzioni si rispettano. Sempre. Anche quando non piacciono. Noi non arretriamo. Difenderemo la dignità della politica e delle istituzioni. Con determinazione e senza paura”.
