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LETTERE AL DIRETTORE

GREGORIO PAISSAN * CLARA MARCHETTO: «IL GIUSTO PLAUSO ALLA CONSIGLIERA MARIA BOSIN, PER AVERE INTESO PORTARE INNANZI DA SOLA LA MOZIONE RIABILITATIVA»

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14.33 - mercoledì 25 febbraio 2026

Gentile direttore,

la dovuta riabilitazione di Clara Marchetto, come tanti di noi purtroppo s’aspettavano, ha avuto un epilogo farsesco, che chiama ilarità se non fosse che gli artefici di tanta “commedia all’italiana” sono coloro che rappresentano e governano questa nostra autonoma provincia. Ciò davvero indispettisce, addolora e fa vieppiù tanto riflettere. Si dichiarano tutti autonomisti, ma con quale spirito autonomista operino, davvero proprio non si vede, non si coglie e non si sa!

Manca solo che ora, la colpa di tanto ridicolo comportamento, artatamente sia fatta ricadere sulla brava e intrepida consigliera provinciale dr.sa Maria BOSIN, che da sola e con coraggio ha osato chiedere il seppur tardivo riconoscimento dell’opera e la riparazione dell’ingiusto trattamento subito da una Donna di grande valore: la nostra tirolese Clara Marchetto. Si sappia però che per evitare questo saranno in molti a vigilare.

Dell’eroica Clara Marchetto già s’è scritto molto e non è d’uopo dilungarsi oltre. Intitolarle la miglior sala di rappresentanza della regione non è che il minimo atto dovuto. Curarsi dei distinguo e delle pretestuose perplessità degli atavici detrattori della stessa e non solo, va da sé ch’è inutile perdita di tempo. Lasciamo che si votino da soli.

Va invece dato il giusto plauso alla consigliera Maria Bosin, per aver inteso portare innanzi da sola la mozione riabilitativa in parola; va osservato come i vertici del suo stesso partito autonomista si siano accodati per impossessarsi del merito di una prima sua vittoria; va rilevato come ora sia calato il vile dissenso dei membri più in vista e dei dirigenti del suo stesso partito autonomista, che per salvare la “carega” hanno votato contro o si sono astenuti, come del resto tutta la traballante maggioranza, dal votare la sensata mozione di sfiducia presentata dalla accesa minoranza.

Basta andare al bar o in qualsiasi luogo di ritrovo per rendersi conto dell’umore e del riprovevole senso di disgusto che la gente comune prova. Gente comune ch’è ormai stanca di inciuci preelettorali, di promesse non mantenute, di tradimento dei sani propositi e dei valori portanti dell’autonomia. Tutti pensano che per i partiti, almeno in loco sia ora di rifarsi alla tradizione, che ci ha visti per secoli governati con onesta serietà. E tutti auspicano che lo si faccia presto, meglio se subito e ora, ricordando che – comunque vada – arriverà pure il tempo di nuove democratiche elezioni. E allora, chi non è proprio smemorato, certamente si ricorderà….

 

*

Gregorio Paissan

Gen.B.CC (r.)

Terlago (Tn)

 

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