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ANGELI (CONSIGLIO PAT/NOI TRENTINO) * GIORNATA MINORANZE LINGUISTICHE: «ORGOGLIO, FIDUCIA, ENTUSIASMO, LINGUA PARLATA, IDENTITÀ»

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17.17 - martedì 24 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Prima Giornata regionale per le Minoranze linguistiche: una mattinata di confronto tra istituzioni, identità e campioni olimpici Si è conclusa la prima Giornata regionale dedicata alle minoranze linguistiche, un momento di confronto che ha unito riflessione istituzionale, pianificazione culturale e testimonianze di alto profilo umano e sportivo.

La giornata ha visto la presenza di esperti e professionisti degli istituti culturali ladini, mocheni e cimbri, rappresentanti istituzionali regionali e provinciali, associazioni di tutela linguistica e atleti di livello internazionale, in un dialogo sul presente e sul futuro delle comunità linguistiche storiche del territorio. Ho voluto intervenire, in qualità di Consigliera regionale, nel corso del dialogo per portare un messaggio significativo, tradotto da mio marito in lingua ladina.

“Inché sion chió te chesta radunanza a sotrissèr la valuta de la mendranzes sul nos teritorie, sion chió ence a sotrissèr che senza la mendranza ladina, mochena e cimbra ence noscia autonomia fossa più pera e fosc no la fossa più nia deldut. Per chest son stolza de poder dir tegnon adum che la forza vegn dal grum.” Traduzione: “Oggi siamo qui in questo incontro per sottolineare il valore delle minoranze sul nostro territorio.

Siamo qui anche a ricordare che senza la minoranza ladina, mochena e cimbra anche la nostra autonomia sarebbe più povera e forse non ci sarebbe proprio. Per questo sono orgogliosa di poter dire: restiamo uniti, perché la forza viene da una comunità unita e coesa.” Ho richiamato con forza il legame profondo tra minoranze linguistiche e autonomia speciale, ribadendo come la ricchezza culturale e linguistica rappresenti uno dei fondamenti storici e istituzionali del territorio e della nostra Autonomia. Nel corso degli interventi è stato ribadito il valore fondamentale del quadro normativo che tutela le minoranze linguistiche, a partire dall’articolo 6 della Costituzione e dallo Statuto di autonomia.

In particolare, è stato sottolineato il ruolo centrale dell’articolo 19, che garantisce l’insegnamento nelle scuole ladine, rappresentando uno dei pilastri della salvaguardia linguistica. È emersa con chiarezza una consapevolezza condivisa: i diritti acquisiti non devono essere dati per scontati. La legge offre strumenti solidi, ma la sopravvivenza di una lingua dipende dalla sua trasmissione quotidiana, dalla consapevolezza collettiva e dalla volontà delle nuove generazioni di farne parte attiva della propria identità.

Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata dedicata alla necessità di una pianificazione linguistica pluriennale e strutturata, capace di superare la frammentarietà dei finanziamenti annuali e di introdurre sistemi di valutazione dell’efficacia delle politiche adottate. È stata inoltre discussa la questione della standardizzazione linguistica, non più vista come elemento divisivo, ma come possibile strumento di unità e rafforzamento del popolo ladino, nel rispetto delle varianti territoriali. La sfida del futuro passa anche attraverso le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale: strumenti che possono amplificare la diffusione delle lingue minoritarie, ma che richiedono una gestione consapevole per evitare omologazioni e marginalizzazioni. Il confronto ha toccato anche il rapporto tra turismo e cultura.

È stato riconosciuto come lo sviluppo economico abbia permesso alle comunità di rimanere sul territorio, ma si è ribadito che la cultura non deve trasformarsi in semplice vetrina folkloristica. Gli istituti culturali hanno confermato una linea chiara: progettare attività pensate innanzitutto per la comunità locale, rendendole eventualmente fruibili anche dai visitatori, ma senza snaturarne il significato identitario. Uno dei momenti più significativi della giornata è stato l’intervento degli atleti Cristian Zorzi e Federico, che hanno portato la loro esperienza olimpica e il loro legame con il territorio. Cristian ha ribadito il proprio senso di appartenenza: «Quando mi chiedono da dove vengo, rispondo Moena, Val di Fassa».

Un’affermazione che sintetizza il legame tra sport, identità e memoria storica. Federico ha raccontato l’esperienza nel viaggio della Fiamma Olimpica con le Fiamme Oro della Polizia di Stato, sottolineando il valore umano del lavoro di squadra e l’importanza dell’aspetto mentale nello sport. Entrambi hanno evidenziato come rappresentare l’Italia non sia in contrasto con il rappresentare la propria comunità linguistica. Portare la propria identità nel contesto nazionale e internazionale è un elemento di ricchezza. È stato inoltre sottolineato il valore dello sport paralimpico e l’importanza di una cultura dell’inclusione che superi ogni barriera.

La giornata si è conclusa con una riflessione condivisa, sintetizzata in alcune parole chiave emerse dagli interventi: Orgoglio, Fiducia, Entusiasmo, Lingua parlata, Identità. Parole che delineano una visione positiva e responsabile: le minoranze linguistiche non come realtà che resistono, ma come comunità che progettano il futuro. Nel suo intervento conclusivo, l’Assessore regionale Luca Guglielmi ha ringraziato tutti i partecipanti e gli istituti culturali, sottolineando l’importanza di continuare a promuovere momenti di confronto dedicati alle minoranze linguistiche, alla cultura e alle tradizioni.

Un ringraziamento è stato rivolto al Dipartimento Minoranze Linguistiche della Regione e a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione dell’evento. La prima Giornata dedicata alle minoranze linguistiche si chiude con un messaggio chiaro: identità, cultura e sport fanno parte di un unico percorso di crescita collettiva.

 

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Eleonora Angeli
Consiglio Provincia autonoma Trento (Noi Trentino)

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