(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La riforma costituzionale della giustizia rappresenta un passaggio storico per rafforzare la credibilità del sistema giudiziario italiano e, con essa, la credibilità stessa dello Stato. Non si tratta di un attacco alla magistratura, né di una vendetta personale. È una riforma necessaria, emersa con evidenza dopo lo scandalo Palamara, per spezzare il correntismo, garantire una reale terzietà al giudice e assicurare ai cittadini processi equilibrati e imparziali.
Lo scandalo esploso nel 2019 – con riunioni riservate in hotel per spartirsi le nomine dei procuratori, tentativi di pilotare la guida della Procura di Perugia, competente per i magistrati romani, e intercettazioni che hanno rivelato un sistema di potere opaco – ha inferto una ferita profonda alla fiducia degli italiani nella giustizia. Un meccanismo in cui le correnti decidevano le nomine ancor prima delle votazioni ufficiali del CSM non è più tollerabile in una democrazia matura.
La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, l’istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti, l’introduzione del sorteggio per una quota dei consiglieri togati e la creazione di un’Alta Corte disciplinare indipendente non sono misure punitive verso i magistrati. Sono strumenti coerenti con il percorso avviato dalla riforma dell’articolo 111 della Costituzione nel 1999, che ha sancito il principio del giusto processo fondato su contraddittorio, imparzialità e terzietà del giudice.
Migliorare l’ordinamento giudiziario non è una lesa maestà verso alcuno: è un dovere nei confronti dei cittadini, che chiedono processi più rapidi, più equi e più trasparenti. Il referendum del 22 e 23 marzo 2026 rappresenta un passaggio decisivo: completare un percorso di riforma iniziato oltre trent’anni fa oppure lasciare irrisolti problemi che lo scandalo Palamara ha reso evidenti a tutti”.
Così in una nota il deputato di Fratelli d’Italia Letizia Giorgianni, componente della commissione Bilancio.
