(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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27 febbraio 1933. La sede del Parlamento tedesco viene distrutta da un incendio. Per Hermann Goering i colpevoli sono i comunisti.
Paolo Mieli e il professor Ernesto Galli della Loggia ne parlano a “Passato e Presente”, in onda mercoledì 25 febbraio alle 13.15 su Rai 3 e alle 20.30 su Rai Storia.
Molti tesserati e funzionari del partito vengono arrestati. Tra questi ci sono i comunisti bulgari Georgi Dimitrov, Blagoj Popov ed Ernst Togler, accusati, insieme a Marinus van der Lubbe, di avere preso parte all’incendio del Reichstag.
Il giorno dopo Hitler ottiene dal presidente Hindenburg la firma di un decreto d’emergenza. È il primo di una serie di decreti che progressivamente sospendono gran parte dei diritti civili garantiti dalla costituzione della Repubblica di Weimar.
Il 21 settembre 1933, a Lipsia, si apre il processo ai presunti incendiari del Reichstag. Marinus van der Lubbe viene condannato a morte. I tre comunisti bulgari vengono prosciolti e Georgi Dimitrov riesce a capovolgere radicalmente l’andamento del processo diventando il simbolo della lotta antinazista e trasformando il processo nella prima grande azione di resistenza al nazismo in Europa.
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