(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La bocciatura dei dazi da parte della Corte Suprema USA è un colpo politico durissimo per il presidente Trump. Con una maggioranza netta – 6 giudici contro 3 – la Corte ha stabilito che i dazi imposti a gran parte dei Paesi del mondo sono illegali e che il presidente non può introdurli unilateralmente ricorrendo a una legge prevista per le emergenze nazionali. La sentenza sconfessa uno dei pilastri del secondo mandato di Trump: i “dazi reciproci”, presentati come strumento chiave della sua politica economica ed estera e definiti “vitali per la sicurezza economica”.
Al di là di eventuali “piani B”, la sconfitta politica del presidente USA è evidente e clamorosa.
A questo punto ci chiediamo se Giorgia Meloni, nella consueta pillola video serale da Palazzo Chigi, attaccherà i giudici americani per difendere il suo amico Trump oppure per una volta difenderà l’Italia, le imprese e i lavoratori colpiti da quei dazi. Il tempo della subalternità acritica è finito, ora la Meloni faccia davvero l’interesse nazionale.
Così in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del PD.
