(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Proposta di mozione
fiducia ai sensi dell’articolo 159 del Regolamento interno del Consiglio provinciale. Nella seduta del Consiglio regionale del Trentino – Südtirol di data 11 febbraio 2026 è stata discussa e approvata a maggioranza la mozione n. 23/XVII Ricordo di Clara Marchetto (1911 – 1982).
La mozione, originata da un’iniziativa di settanta cittadine e cittadini, impegna il Consiglio regionale e il suo presidente a riabilitare la figura e l’operato di Clara Marchetto riconoscendola vittima di ingiustizia, a promuovere attività di ricerca scientifica e a collocare presso la sede della Regione una targa commemorativa a lei dedicata.
Il contenuto e gli impegni dell’atto, oggetto di un precedente approfondito confronto, sono stati condivisi e sottoscritti da tutti i membri del collegio dei capigruppo delle forze politiche rappresentate in Aula.
Ricordiamo che a Clara Marchetto, condannata dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato per la sua azione contro il regime fascista, fu impedito di esercitare il mandato di consigliera regionale conferitole dalle elettrici e dagli elettori trentini nel novembre 1948 proprio in conseguenza della sentenza del tribunale fascista.
E’ giusto il caso di ricordare che la commissione di convalida del Consiglio regionale non usò lo stesso metro nei confronti di altri eletti condannati,
per esempio, per diserzione o resistenza alla Forza pubblica.
Ciò, assieme al fatto che Clara Marchetto fu esclusa per la sua precedente attività antifascista, pone in evidenza ancora maggiore l’ingiustizia perpetrata ai suoi danni. Trentina, autonomista, antifascista, coerente, donna di pensiero e di azione sono caratteristiche che dovrebbero portare la comunità e le istituzioni ad abbracciare e sostenere unanimemente e senza tentennamenti l’iniziativa (pur modesta rispetto alla gravità della discriminazione subita) di riabilitazione avviata dal Consiglio regionale.
L’assemblea regionale dell’11 febbraio ha invece assisto attonita ad una requisitoria dell’Assessora all’istruzione e cultura della Provincia autonoma di Trento contro Clara Marchetto conclusasi con il no alla proposta di ravvedimento postumo del Consiglio regionale.
L’Assessora, tra l’altro, ha definito Clara Marchetto “figura controversa” (sicuramente controversa per chi apprezza l’operato del Tribunale speciale per la difesa dello Stato), la sua riabilitazione “prematura” (ad 86 anni dalla condanna), ha denunciato “posizioni incompatibili con gli interessi nazionali” e ha collocato l’autonomista trentina tra le “personalità che dividono l’opinione pubblica e il mondo politico”.
L’esito del voto ha invece certificato che, rispetto all’intera comunità regionale, l’unica parte politica “divisa” è quella rappresentata dall’Assessora Francesca Gerosa.
Come questa posizione, questi pensieri e queste affermazioni siano compatibili con il Trentino, le sue vicende spesso dolorose, con la nostra identità e, soprattutto, con la nostra cultura è difficile da comprendere. Come chi li incarna e li sostiene possa occuparsi di cultura appunto (oltre che di istruzione) nella Provincia autonoma di Trento è altrettanto enigmatico, soprattutto se ciò avviene anche su mandato e con il sostegno di chi dell’autonomismo fa bandiera.
Tutto ciò premesso il Consiglio provinciale impegna la Giunta provinciale
per le motivazioni sopra esposte, ai sensi dell’articolo 159 del Regolamento interno, il Consiglio provinciale esprime la propria sfiducia nei confronti dell’Assessora all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità, invitando il presidente della Provincia ad assumere gli atti conseguenti.
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Filippo Degasperi
Alessio Manica
Lucia Coppola
Francesco Valduga
Lucia Maestri
Roberto Stanchina
Paola Demagri
Paolo Zanella
Michela Calzà
Michele Malfer
Francesca Parolari
Per motivi tecnico-logistici manca la firma del consigliere de Bertolini che condivide l’iniziativa.
