(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Le vicende attorno all’ex Ilva di Taranto non smettono mai di ricordarci quanto chi dovrebbe in primis tutelare lavoratori e cittadini, pensi esclusivamente al profitto ed agli interessi dei potenti che hanno sempre usato lo stabilimento ionico come pattumiera d’Italia.
Ne è una conferma l’ultima AIA voluta dal Governo Meloni e fortemente sostenuta dal Ministro Urso, con cui si prevede la riconversione di AFO2 in un impianto destinato al co-incenerimento di plastiche.
L’altoforno sarà riavviato verso fine mese e brucerà circa 50mila tonnellate di rifiuti all’anno, acuendo la drammatica situazione ambientale e sanitaria del territorio e diventando uno dei maggiori inceneritori di plastiche tossiche d’Italia.
Maggiori rischi per la salute, a partire da quella dei bambini, si configureranno con la messa in opera di questa nuova ‘melonata’ di cui proprio Taranto non sentiva il bisogno.
Con il M5S a Taranto e provincia continuiamo a raccogliere firme contro l’Aia, il rigassificatore e l’inceneritore senza arretrare di un millimetro sulla nostra strenua opposizione a questo progetto che condanna Taranto ancora all’inquinamento, al carbone e adesso anche alla plastica.
Non sono bastati gli errori degli anni Sessanta; gli studi epidemiologici condotti da medici e scienziati; le sentenze; i morti sul lavoro e coloro che si sono ammalati di patologie correlate all’inquinamento: per Meloni e Urso è tutto a posto.
Adesso ci attendiamo una presa di posizione forte anche dagli enti locali.
