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LAV * FORAGGIAMENTO UNGULATI : «IL CONSIGLIO DI STATO DÀ RAGIONE A NOI, LA PROVINCIA DI TRENTO DOVRÀ VERIFICARE L’IMPATTO SU ANIMALI E SICUREZZA DEI CITTADINI»

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16.44 - martedì 10 febbraio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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RIVOLUZIONARIA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO SUL FORAGGIAMENTO DEGLI UNGULATI AUTORIZZATO DALLA PROVINCIA DI TRENTO NONOSTANTE LE COMPROVATE INTERAZIONI CON GLI ORSI E QUINDI I RISCHI PER I CITTADINI.

LAV: GRAZIE AL NOSTRO RICORSO ORA LA PROVINCIA DI TRENTO DOVRA’ AVVIARE UNA SERIA VERIFICA DELLE MANGIATOIE E DEL LORO IMPATTO SU ANIMALI E SICUREZZA DELLE PERSONE PER SOSPENDERE LA PRATICA DEL FORAGGIAMENTO, COME RICHIESTO DA LAV.

La sesta sezione del Consiglio di Stato ha pubblicato stamani la sentenza sul ricorso presentato dalla LAV per contrastare il foraggiamento a fini venatori degli ungulati. Il foraggiamento è una pratica utile ai cacciatori per incrementare il numero degli animali da uccidere, ma è scientificamente provato che danneggia gli ecosistemi, il benessere degli animali che si alimentano dalle mangiatoie e contribuisce a creare orsi confidenti, dunque potenzialmente pericolosi, nei confronti delle persone.

“Siamo molto felici di questa importante vittoria per la quale ringraziamo le avvocate Casella, Ferroni, Squintu e Rizzi, una vittoria che arriva dopo anni di attività realizzate dalla LAV a beneficio della sicurezza dei cittadini e degli orsi tentando di porre fine a una pratica utile solo ai cacciatori ma che incide anche sulla convivenza con gli orsi – dichiara Massimo Vitturi, responsabile Area Animali Selvatici della LAV – ora la Provincia di Trento deve adeguarsi alle indicazioni fornite dal massimo organo della Giustizia Amministrativa”.

Il foraggiamento degli animali selvatici, mediante l’installazione di strutture in legno che fungono da contenitori e distributori di cibo, è una pratica ampiamente diffusa su tutto il territorio provinciale, allo scopo di fornire un surplus alimentare nel periodo invernale agli ungulati, in particolare cervi e caprioli. Così facendo i cacciatori si garantiscono un maggior numero di animali da poter uccidere nella successiva stagione venatoria.

Il foraggiamento è però fortemente criticato dal mondo scientifico, perché altera gli equilibri naturali tra fauna e territorio, violando la tutela della biodiversità e degli ecosistemi come riconosciuta dalla sentenza del Consiglio di Stato secondo cui la “tutela della biodiversità e dell’ecosistema, affermata dall’art. 9 Cost. come modificato dalla l. cost. n. 1/2022 (…) dovrebbe imporre di evitare quelle pratiche (nel caso in esame il foraggiamento) che alterino l’equilibrio naturale ed il rapporto tra le specie animali e tra queste ultime l’uomo, comportando conseguenze dannose maggiori rispetto ai benefici ritraibili dalle singole specie animali nel cui interesse la pratica è attuata”. (Consiglio di Stato, sez. VI, n. 1077/2026)

Si tratta infatti di una pratica che può incidere fortemente sul comportamento degli orsi che, attratti dal cibo custodito nelle strutture costruite dall’uomo, diventano “confidenti”, perché tendono a perdere la naturale diffidenza nei confronti dell’essere umano. Lo stesso M90 è stato ucciso proprio perché, pur non avendo mai aggredito nessuno, aveva sviluppato un comportamento “confidente” a causa della frequentazione dei cassonetti dei rifiuti non adeguatamente protetti.

La Provincia di Trento ha sempre risposto in maniera evasiva, parziale o addirittura non ha mai dato riscontro alle richieste formulate dalla LAV per porre fine alle attività di foraggiamento degli ungulati, costringendo l’associazione animalista a rivolgersi alla Giustizia Amministrativa allo scopo di tutelare la sicurezza dei cittadini e degli orsi. La sentenza del Consiglio di Stato impone ora alla Provincia di Trento di riesercitare il proprio potere di sospendere, secondo i profili indicati dal Giudice Amministrativo, la pratica del foraggiamento almeno nel Distretto della Alta Val di Non, Val di Sole, Distretto di Chiese, Distretto Giudicarie e Distretto Rendena, tenendo conto dell’avvicinamento dell’orso alle mangiatoie, dell’incidenza di questa pratica sul periodo di letargo dell’orso, sulla vicinanza dell’orso e delle mangiatoie ad ambienti frequentati dall’uomo nonché delle evidenze scientifiche relative alla correlazione tra approvvigionamento dell’orso con cibi messi a disposizione dell’uomo e la maggiore aggressività di tale animale nei confronti dell’uomo medesimo.

Per anni la LAV ha chiesto alla Provincia di Trento lo smantellamento dei siti di foraggiamento, indicati dalle evidenze scientifiche quali elementi che possono mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Ma la Provincia ha sempre risposto che tali strutture erano regolarmente autorizzate, infischiandosene della possibilità che qualche persona potesse entrare in contatto con orsi resi confidenti proprio da quelle strutture.

“Ora verificheremo che la Giunta Fugatti si adegui puntualmente a quanto imposto dal Consiglio di Stato; non è più tollerabile che la Provincia continui ad essere succube della lobby dei cacciatori anche a costo di mettere a rischio la sicurezza di orsi e cittadini” conclude la LAV.

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