(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Puntuale come ogni anno, l’Anpi sceglie di utilizzare il Giorno del Ricordo per una lettura ideologica e strumentale della storia, tentando di spostare l’attenzione dalle responsabilità dirette delle violenze perpetrate dai partigiani comunisti jugoslavi. Tirare in ballo il fascismo nel tentativo maldestro di giustificare o relativizzare le foibe significa voler confondere la realtà storica e ridimensionare una tragedia che fu, sotto il profilo storico e politico, un massacro di matrice comunista contro italiani colpevoli soltanto di essere tali».
Lo dichiara il senatore Michele Barcaiuolo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Esteri e Difesa.
«Il Giorno del Ricordo – prosegue il senatore- è stato istituito proprio per restituire dignità e memoria alle vittime delle foibe e all’esodo di centinaia di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre. Una pagina drammatica della nostra storia che per decenni è stata colpevolmente taciuta e negata da una parte di una certa cultura politica italiana. Cercare oggi di diluire quelle responsabilità in una narrazione generica e ideologizzata significa mancare di rispetto alle vittime e alle loro famiglie».
«Nessuno nega la complessità storica di quel periodo, ma non può esistere alcuna equiparazione che finisca per giustificare o ridimensionare eccidi, persecuzioni e pulizia etnica. Il Giorno del Ricordo nasce per colmare un vuoto di verità e di memoria e deve restare un momento di riflessione nazionale, non un terreno di propaganda politica. Chi oggi prova a riscrivere quella storia dimostra di non aver fatto fino in fondo i conti con le responsabilità dei totalitarismi del Novecento», conclude Barcaiuolo.
