(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Un passaggio di testimone quello di oggi tra i Castelli Romani detentori del titolo 2025 e i comuni del Conegliano Valdobbiadene e del Volture che saranno le due Citta’ del Vino 2026/27 che attesta, ancora una volta, l’importanza della contaminazione e dell’incontro tra saperi e sapori dei nostri territori, una ricchezza che rende la nostra Nazione unica e che ha consentito alla cucina italiana di diventare Patrimonio Immateriale dell’Unesco”.
Così il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, presidente della commissione Agricoltura in Senato intervenendo al convegno: “Città Italiana del Vino 2026/2027” svoltasi oggi presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato.
“In questi tre anni e mezzo nella mia Commissione si sono svolte innumerevoli audizioni e ad oggi è in corso un’indagine conoscitiva sul cambiamento climatico in Agricoltura, perché solo affrontando questa sfida riusciremo a produrre di più e meglio”.
E prosegue: “Noi abbiamo fiducia nella ricerca e siamo convinti che grazie ad essa potremo migliorare la qualità della vita e l’agricoltura non può pensare di essere esclusa da questo processo, anzi, deve adattarsi al mondo che cambia e anche gli accordi del Mercosur vanno letti in questa ottica.
“Il mondo del vino – aggiunge – è quello che ha più opportunità nel mercato internazionale, perché ha un valore aggiunto: racconta i territori dal quale proviene. E il ponte tra il nord e il sud Italia che celebriamo oggi ne è l’esempio. Si tratta della ‘dop economy’, che oggi conta un aumento del 20 per cento l’anno e sulla quale questo governo intende continuare ad investire. Non a caso è stato annunciato dal ministro Santanché la partenza dal Veneto del progetto Turismo dop, altra iniziativa che, siamo sicuri, ci riempirà di orgoglio”, conclude De Carlo.
