(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle interviene sulla questione dei dazi e dell’autonomia strategica italiana, criticando l’approccio del governo Meloni.
“Inutile riempirsi la bocca di autonomia strategica e ‘derisking’, come fa il Governo Meloni, se non si punta per niente sulla domanda interna, italiana ed europea”, dichiara Turco.
Il vicepresidente del M5S e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche sottolinea che “abbiamo sempre sostenuto che di fronte alle minacce commerciali di Trump bisogna agire su più livelli: controdazi per contare nelle trattative e non porgere l’altra guancia; ricerca di mercati di sbocco alternativi per l’export, a parità di condizioni; spinta alla domanda interna, nelle sue componenti degli investimenti pubblici, privati e sostegno ai salari”.
Turco evidenzia l’importanza di esplorare nuove opportunità commerciali: “In questo quadro è chiaro che bisogna esplorare strade come l’accordo commerciale Ue-India, a patto che reciprocità e tutela dei prodotti siano garantite e massime, cosa che per esempio non avviene adeguatamente nell’accordo col Mercosur”.
Il senatore critica il modello economico attuale: “Non si può nemmeno pensare che l’economia italiana ed europea possano poggiare solo sull’export, replicando quel modello mercantilista tedesco che valorizzava solo le esportazioni e fa leva, soprattutto nella sua applicazione italiana, sui bassi salari come principale strumento di competitività”.
Turco identifica il problema centrale: “Oggi in Italia e in Europa c’è una drammatica carenza di investimenti pubblici per il mercato interno, per disegnare traiettorie di innovazione industriale e perseguire per questa via quella produttività funzionale ad avere stipendi più alti”.
Il rappresentante del M5S conclude con una critica alle politiche europee e nazionali: “L’Ue purtroppo, dotandosi di un controproducente Patto di stabilità, con la complicità e la subalternità del Governo italiano, sta totalmente perdendo di vista il sostegno alla domanda interna e soprattuto agli investimenti, considerato che dopo il Pnrr c’è il buio totale. E questo è un enorme problema”.
