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ASSOCIAZIONE LUCA COSCIONI * FINE VITA – VIDEO APPELLO DI CATERINA AL MINISTRO DELLA SALUTE: «SE MIO MARITO L’AVESSE SAPUTO, FORSE NON SI SAREBBE IMPICCATO»

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13.26 - lunedì 26 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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FINE VITA, “SE MIO MARITO L’AVESSE SAPUTO, FORSE NON SI SAREBBE IMPICCATO”. Il video appello di Caterina di Torino al Ministro della Salute affidato all’Associazione Luca Coscioni: “In Italia si muore anche per mancanza di informazioni”

 

Caterina, 66 anni, della provincia di Torino, vedova di Ezio, 69enne, malato di SLA, nel video appello rivolto al Ministro della Salute e realizzato dall’Associazione Luca Coscioni, denuncia la mancanza di informazioni sui diritti di fine vita. In Italia, nonostante l’esistenza di strumenti legali per evitare sofferenze inutili, molti cittadini non ricevono informazioni adeguate.

A Ezio la SLA era stata diagnosticata quando non aveva ancora gravi problemi motori. Nei mesi successivi, però, la malattia era peggiorata rapidamente. Quando i medici, un venerdì, gli avevano prospettato la necessità di tracheotomia e la dipendenza da un respiratore artificiale, Ezio aveva detto di non voler vivere in quelle condizioni. Nessuno gli aveva spiegato l’esistenza delle alternative previste dalla legge, come un percorso palliativo con anche sedazione profonda oppure l’aiuto medico alla morte volontaria da parte della ASL.

“I medici non gli hanno detto nulla. Hanno alzato le braccia: ‘siamo in Italia’”, racconta Caterina. Il lunedì successivo, il 22 gennaio 2024, con le pochissime forze rimaste, Ezio si è trascinato fino al proprio garage e si è tolto la vita.

Solo poche settimane fa, per caso a un evento dell’Associazione Luca Coscioni sui diritti sul fine vita, Caterina ha scoperto che in Italia oggi sono legali la sedazione profonda e continua e che, dal 2019, è possibile accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, in presenza di precise condizioni stabilite dalla Corte costituzionale. Condizioni che Ezio avrebbe soddisfatto.

“Non è stata una scelta di coraggio – dice Caterina nel video – ma di ignoranza. Non sapendo quali fossero i suoi diritti, non ha potuto scegliere”.

Il video appello, lanciato da  un garage, rivolge al Ministro della Salute due domande chiave: perché i pazienti non vengono informati? E perché spesso nemmeno i medici conoscono o comunicano le possibilità previste dalla legge?

In assenza di una campagna informativa pubblica sul fine vita, l’Associazione Luca Coscioni offre informazioni  24 ore su 24, 7 giorni su 7, attraverso il Numero Bianco (06 99313409), l’infoline creata per far luce sui diritti, a cura di volontari appositamente formati e rivolto a cittadini, pazienti, familiari e operatori sanitari.

Il Numero Bianco è gratuito ed è un punto di riferimento per conoscere i diritti sul consenso informato, sulle disposizioni anticipate di trattamento, sulle cure palliative, sulla sedazione profonda e l’interruzione delle terapie e sulle procedure per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria. È coordinato da Valeria Imbrogno, psicologa e compagna di Dj Fabo.

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