(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Nel question time di oggi il ministro Francesco Lollobrigida ha dato l’ennesima prova di una demagogia pericolosa: i numeri valgono quando servono a sbandierare miliardi sulla PAC, ma diventano “irrilevanti” quando parliamo dei controlli reali sulle merci che entrano in Europa. O i numeri contano sempre, o non contano mai”.
Lo dichiara la senatrice del Movimento 5 Stelle Gisella Naturale, intervenuta sul tema dell’accordo Mercosur.
“Il ministro ha rivendicato successi mentre i fatti dicono altro: i controlli restano al 4%. Non è un traguardo, è un rischio. Con standard ambientali, sanitari e di benessere animale molto più bassi nei Paesi del Mercosur, senza reciprocità vera, si espone l’agricoltura italiana a una concorrenza sleale e i consumatori a prodotti che non rispettano le nostre regole”, prosegue Naturale.
“Agli agricoltori non serve assistenzialismo né propaganda: chiedono dignità, regole uguali per tutti e controlli strutturali ed efficaci. L’anticipo di risorse PAC non è una soluzione alle future crisi di mercato, tanto più se non sono risorse aggiuntive. E mentre si parla di “freno a mano”, i porti europei restano varchi aperti, con l’esempio emblematico di Rotterdam”.
“Serve etichettatura chiara dell’origine, controlli seri e reciprocità piena. Difendere la qualità italiana non è ideologia: è tutela della salute, del lavoro e dell’ambiente. Continuare a minimizzare questi nodi, come ha fatto oggi Lollobrigida, significa fare demagogia e voltare le spalle a chi produce qualità ogni giorno”, conclude la senatrice M5S.
