(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La crisi climatica ha fatto schizzare alle stelle i premi assicurativi, lasciando famiglie e imprese senza protezione. E questo perché in Italia solo il 20% dei danni da eventi estremi è coperto, mentre l’80% ricade sui cittadini e sulle casse pubbliche. Vogliamo sapere se il governo se ne è reso conto e cosa intenda fare. Lo chiediamo al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica con un’interrogazione a mia prima firma appena depositata. Siamo davanti a una bomba sociale ed economica pronta a esplodere, è urgente intervenire. Lo comunica Ilaria Fontana, vicecapogruppo M5S alla Camera.
La distruzione degli ecosistemi rende il territorio più fragile, aumenta i costi delle catastrofi e mette a rischio la tenuta dei conti pubblici. Dal 1980 a oggi abbiamo superato i 135 miliardi di euro di danni da eventi climatici estremi, siamo addirittura secondi in Europa.
Eppure, invece di investire seriamente in prevenzione, si continua a inseguire le emergenze. Le Nature-based Solutions funzionano, costano meno e proteggono di più, per questo devono diventare un elemento di valutazione centrale nella definizione dei rischi assicurativi.
Ogni euro speso in resilienza può far risparmiare fino a 13 euro dopo. Perché allora il Governo ritarda ancora sull’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici. Perché la tutela della biodiversità non è centrale nelle politiche pubbliche e nella regolazione assicurativa. Ogni giorno perso oggi è un conto salatissimo domani, conclude Fontana.
