(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Transizione 5.0, Squeri (Fi): “Norme favoriscono raggiungimento dei target delle fonti energetiche rinnovabili, ma attenzione agli equilibri del sistema elettrico e agli oneri in bolletta”
“Bene la definizione delle aree idonee e la semplificazione delle procedure per gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile”. Così afferma il deputato di Forza Italia Luca Squeri, responsabile dipartimento Energia del partito che continua: “ l provvedimento recepisce le osservazioni formulate dalla Commissione europea e gli impegni legati al PNRR, che mira a semplificare le procedure autorizzative per gli impianti di energia rinnovabile, attraverso un testo unico che velocizzi la diffusione di solare, eolico e altre fonti pulite.
Le nuove norme, immediatamente applicabili, assicurano che le leggi regionali garantiscano il raggiungimento degli obiettivi di potenza installata prevista dal nostro PNIEC; ma con maggiori tutele per le aree agricole di pregio è prevedendo che gli impianti agrivoltaici conservino rigorosamente la doppia valenza di produzione agricola ed energetica.
Le modifiche al Testo unico rinnovabili introdotte definiscono come automaticamente idonee cave, discariche, siti ferroviari e aeroportuali, beni del demanio militare, del Ministero della Giustizia e dell’Interno, immobili demaniali, aree industriali e aree entro i 350 metri dagli stabilimenti industriali.”
“Il target degli 80 gigawatt di potenza da installare al 2030 ora appare raggiungibile, tuttavia – prosegue Squeri-ora occorrerà intervenire in termine di ponderazione di interessi, considerato che è stata introdotta una clausola di salvaguardia per tutti gli interventi autorizzati senza tener conto degli impatti cumulativi, anche sulle economie territoriali, derivanti dalla presenza di più impianti.
E anche della capacità delle reti di sostenere la massa di energia intermittente cui è garantita la priorità di immissione in rete o comunque la remunerazione dell’energia prodotta, anche se non viene immessa per motivi di sovraccarico.
Questo fenomeno, definito curtailment, cioè l’eccesso di produzione che va sprecato, già affligge gli Stati nei quali si registra una produzione delle rinnovabili più avanzata della nostra.
Avremo modo, con decreto Bollette, di trovare un punto di equilibrio tra costi della transizione energetica, impatti territoriali e costo dell’energia a carico di cittadini e imprese, mettendo mano agli oneri di sistema che si prevedono crescenti nei prossimi anni” la conclusione di Squeri
