(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È estremamente allarmante quanto emerge dall’analisi della Fondazione GIMBE riguardo ai Livelli Essenziali delle Prestazioni in sanità.
Come giustamente evidenziato da GIMBE, l’esecutivo vuole escludere la tutela della salute dalle materie per cui determinare i LEP, forzando la giurisprudenza costituzionale che con la sentenza 192 del 2024 prevede che in sanità i Livelli Essenziali di Assistenza assolvano già a tale funzione.
In realtà quest’orientamento intende solo danneggiare i territori fragili, giacchè il riferimento ai LEA ha natura meramente esemplificativa, ma non equipara formalmente i LEP sanitari ai LEA.
Le disuguaglianze regionali tra le prestazioni mediche sono peraltro già evidenti: otto regioni non raggiungono i requisiti minimi e il divario tra diverse aree del Mezzogiorno e il resto d’Italia è già molto grave.
Dunque, il tentativo del governo di equiparare i LEP ai LEA non fa che cristallizzare queste disparità esistenti, minando ulteriormente la capacità delle Regioni del Mezzogiorno di garantire cure essenziali.
La conseguenza è un incremento della mobilità sanitaria verso il Nord, dove già si registrano difficoltà nel far fronte a un afflusso eccessivo di pazienti.
È fondamentale che si prenda atto della gravità della situazione e si lavori per una definizione seria e realistica dei LEP sanitari, affinché il diritto alla salute sia rispettato uniformemente su tutto il territorio nazionale.
Ignorare le esigenze del Mezzogiorno non solo perpetuerà le disuguaglianze, ma avrà effetti boomerang negativi anche per le altre regioni, trasformando le attuali ingiustizie in un problema strutturale nazionale a lungo termine.
Lo ha dichiarato Vincenza Aloisio, senatrice del Movimento 5 Stelle.
