(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Roma, 13 gennaio – “Il decreto-legge Transizione 5.0 è un provvedimento inadeguato, contraddittorio e controproducente. Nei titoli e nelle rubriche abbondano gli slogan, ma nel merito il testo è vuoto, inefficace e incapace di rispondere alle reali esigenze del Paese”. Così Emma Pavanelli, deputata M5S capogruppo in commissione Attività produttive, intervenendo in Aula alla Camera dei deputati nel corso della discussione generale sul decreto Transizione 5.0.
“Il governo continua a trattare l’energia come un problema da gestire alla giornata, mentre si tratta del cuore della sicurezza nazionale, della competitività economica e dell’indipendenza dell’Italia. In un contesto geopolitico instabile, segnato da guerre, crisi internazionali e ricatti energetici, l’autonomia energetica non è un’opzione ideologica ma un asset strategico.
Da un lato l’esecutivo predica l’autonomia differenziata e la libertà delle Regioni, dall’altro centralizza le decisioni sugli impianti maggiori e sottrae alle Regioni il governo del territorio. È l’esatto contrario di quanto promesso a inizio legislatura.
Il risultato è che alcune Regioni, come l’Umbria, hanno già segnalato l’impossibilità materiale di raggiungere gli obiettivi sulle rinnovabili a causa dei vincoli imposti.
Questo decreto non mette in atto la transizione energetica perché una vera transizione significa energia meno cara, imprese più competitive, enti locali con più risorse per i servizi, famiglie con bollette meno care e più consumi, sviluppo delle aree interne.
Serve un cambio di paradigma: senza energia accessibile non c’è impresa, non c’è famiglia, non c’è crescita, non c’è futuro. Continuare a ridurre tutto a propaganda e slogan è un errore che l’Italia non può più permettersi”.
