(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Al Dirigente Generale della Agenzia Provinciale per l’Ambiente.
RICHIESTA INCONTRO URGENTE
Con Parere tecnico n. 833 del 13 novembre 2025 La Commissione Tecnica PNRR-PNIEC ha approvato il Piano di Utilizzo delle Terre di parte B della circonvallazione ferroviaria di Trento.
Nell’ iter di detta approvazione, fra la documentazione presente sul link della sezione Valutazione Ambientale del Ministero dell’ Ambiente compare un documento, a firma dell’ ing. Gabriele Rampanelli e siglato dalla f.f. di Direttore del Settore Autorizzazioni, Controlli e Bonifiche Monica de Rossi, dal quale risulta che APPA ha espresso il proprio “parere” favorevole a detto Piano redatto da Rete Ferroviaria Italiana.
Approfittando del fatto che non siamo in presenza di una vera e propria “valutazione ambientale” ma di un aggiornamento del Piano di Utilizzo delle Terre ai sensi del DPR 120/2017 RFI ha palesemente manipolato la descrizione dello stato ambientale dei luoghi (Trento Nord, SIN, criticità ambientali relative alla realizzazione della galleria artificiale – GA03 – e risultati dei sondaggi effettuati sia a lato della linea ferroviaria fra i due SIN che presso l’ ex scalo Filzi a Trento) al fine di ottenere una valutazione positiva da parte degli enti interessati e per tale funzione competenti.
Nel PUT approvato non si dice che la parte nord dell’ ex scalo Filzi, ed il tratto di terreno che si sviluppa sotto il cavalca ferrovia che conduce a via dei Caduti di Nassiriya, è sotto sequestro dal luglio 2023 e che il responsabile dei lavori per RFI del cantiere della circonvallazione ferroviaria, ing. Damiano Beschin, è iscritto sul libro degli indagati per disastro ambientale; non si dice che l’intero SIN è, da dicembre 2023, sotto sequestro probatorio da parte della Procura della Repubblica di Trento; non si fa alcun cenno delle analisi sul territorio del SIN, a seguito delle quali l’Istituto Superiore di Sanita, in data 4 ottobre 2024, ha non solo rigettato la proposta dei proprietari del SIN di un intervento edilizio residenziale e misto su quelle aree ma ha richiesto (inascoltato!) una campagna di monitoraggio soil gas in grado di capire la pericolosità di quei terreni per gli abitanti di Trento visti gli altissimi livelli di contaminazione degli stessi…
Il PUT approvato arriva addirittura a falsificare lo stato dei luoghi quando “dimentica” di dichiarare che il deposito dello smarino e la realizzazione di capannoni “confinati” per il deposito dei terreni inquinanti avverrà sui terreni del SIN (segnatamente su gran parte dei terreni della ex Carbochimica) e su terreni che la stessa campagna di monitoraggio realizzata da RFI evidenziano come pesantemente inquinati dalla presenza di piombo organico (segnatamente l’area Sequenza a sud della ex SLOI).
Per dimostrarne la fattibilità non solo si nasconde che il deposito avviene dentro le aree del SIN ma si pubblicano analisi del 2023 effettuate da un laboratorio che non applica i protocolli di APPA e che certificherebbero (sic!) che i valori dell’ inquinamento non superano i limiti massimi della colonna B codificata nel Codice dell’ Ambiente, mentre abbiamo a che fare con un SIN dichiarato tale da Decreto Ministeriale del 2001 e perimetrato nel 2002, ed infine caratterizzato da APPA!
Sempre nel PUT, dove RFI spera di cavarsela aumentando fortemente il materiale da portare in discarica come rifiuto (che diventa 551.000 metri cubi in banco ovvero circa 700.000 metri cubi reali), si omette di distinguere fra “rifiuti” e “rifiuti pericolosi”, alimentando il sospetto che per risparmiare sui costi si tenti di conferire inquinanti pericolosi in aree che non potrebbero/dovrebbero ospitarli.
A tale proposito, non contenti di inquinare il torrente Vanoi attraverso il conferimento di inquinanti di colonna B (contaminati da idrocarburi policiclici aromatici, sostanze tossiche e cancerogene) preso la discarica di Ponte di Ronco a Canal San Bovo, i terreni di colonna B, come risulta dalla relazione generale a PUT, verranno conferiti anche a Sopramonte presso la scavi Menestrina, a Civezzano sulla riva del Torrente Fersina, presso la Corona Calcestruzzi, e presso la ex Pollo Trento terreno di proprietà di Avi Luca, ed infine anche a Baselga di Pinè altra proprietà di Avi Luca.
Nel PUT approvato RFI dichiara anche quali saranno i prodotti utilizzati per accelerare lo scavo delle gallerie ed il consolidamento dei calcestruzzo. L’esperienza ci dice (parla per tutti la vicenda della realizzazione della Pedemontana Veneta) che trattasi di prodotti fortemente inquinanti di cui non si conoscono nè i tempi nè le modalità di decantazione e che spesso sono contaminati da PFAS. Nella documentazione del PUT è presente soltanto la scheda tecnica di uno di questi prodotti, nella quale gli stessi produttori dichiarano trattasi di “inquinante pericoloso” mentre per l’altro quella presentata non è una scheda tecnica. Fatto sta comunque che manca una qualsiasi valutazione su detti acceleranti che finirebbero per inquinare anche lo smarino prodotto dagli scavi ed a trattarlo come rifiuto anziché considerarlo sottoprodotto delle lavorazioni, utilizzabile in altre opere.
Quello che francamente non comprendiamo è perché APPA, contraddicendo sue precedenti posizioni, abbia espresso parere favorevole a questo PUT che è facile capire costituisce un reale pericolo per la sicurezza ambientale e sanitaria della città capoluogo ma anche di molte altre località della Provincia di Trento. Perchè nel parere di APPA non si fa presente che il deposito di smarino sulle aree del SIN era stato escluso in occasione della approvazione del PFTE da parte della Conferenza Nazionale dei Servizi?
Perchè non si è fatto notare a RFI che i documenti sulle aree di deposito temporaneo e di localizzazione dei capannoni “confinati” come presentati dal PUT erano difformi dallo stato reale dei luoghi? Perchè non si è fatto notare ai Proponenti ed alla Commissione PNRR-PNIEC che le analisi fatte dai laboratori di cui si è servita RFI erano fuorvianti avendo a che fare con aree divenute SIN a seguito decreti Ministeriali?
Ed ancora, perché non si è fatto presente che la realizzazione dell’ opera e le scelta proposte per la GA03 (la galleria artificiale che transita sotto il cavalca ferrovia che porta a via dei Caduti di Nassiriya) sono in contrasto non solo con i disposti del Codice dell’ Ambiente relativamente alle bonifiche dei siti inquinati ma anche con la bonifica delle rogge demaniali che costituiscono parte del SIN di Trento Nord.
Perchè non esiste nessuna documentazione che certifica la non interferenza della circonvallazione con le bonifiche del SIN presenti e future come richiesto dal Decreto Semplificazioni (essendo fra l’altro, allo stato attuale delle competenze, il SIN competenza primaria del MASE).
La nostra impressione è che una scelta di questo tipo (un parere di una striminzita cartella a fronte di circa 2000 pagine di documentazione del PUT, nella quale non vengono elencate le evidenti criticità del PUT proposto) sia non solo la abdicazione delle proprie competenze ma anche la sconfessione di un atteggiamento attento e prudente su questa vicenda, che probabilmente trova origine in indebite pressioni da responsabili politici che guardano più a garantire la prosecuzione del grande affare della circonvallazione che non alla qualità della vita degli abitanti.
E’ per capire questa vostra nuova posizione (augurandoci che ciò non sia originata da una sottovalutazione o da una imperdonabile svista), la sua coerenza e scientificità che siamo a chiedervi un INCONTRO URGENTE e chiarificatore entro il 24 gennaio 2026.
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Per i Comitati No TAV e contro la circonvalazione di Trento
Elio Bonfanti, Marco Cianci, Roberto Chiomento, Mauro Facchinelli, Antonio Marchi, Lorenza Erlicher, Franco Tessadri.
