Di Luca Franceschi
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La struttura commissariale per l’emergenza Covid ha interrotto gli acquisti di mascherine regolari a prezzi competitivi dalla ditta JC Electronics durante la primavera del 2020, periodo in cui esisteva una drammatica carenza di questi dispositivi. Nel medesimo lasso di tempo, invece, venivano acquisite mascherine irregolari a prezzi molto elevati. Questa ricostruzione emerge con chiarezza dall’audizione odierna in Commissione Covid di Giuseppe Di Salvo, presidente della Sezione del Tribunale Civile di Roma, che ha condannato lo Stato a versare un risarcimento superiore a 200 milioni di euro per aver revocato illegittimamente il contratto di fornitura.
Durante la seduta, i rappresentanti delle forze parlamentari di sinistra, provenienti da PD e M5S, hanno concentrato il loro interrogatorio del magistrato esclusivamente sulla validità del contratto stesso, cercando di provare che la sentenza non possiede fondamento giuridico poiché l’accordo non vincolava lo Stato. Un simile ragionamento, peraltro, equivarrebbe a incolpare lo stesso governo dell’epoca di non essersi difeso adeguatamente in giudizio.
A prescindere dal fatto che il Tribunale ha deciso diversamente, e quindi le sentenze risulterebbero contestabili solo quando non gradiscono alla sinistra, rimane da chiarire quale logica sottostenda la decisione di mantenere bloccate milioni di mascherine idonee e contemporaneamente rinunciare a utilizzarle, mentre venivano spesi 1 miliardo 251 milioni di euro per l’acquisto di mascherine inidonee provenienti da consorzi cinesi non inseriti nella lista governativa ufficiale delle aziende affidabili.
Secondo quanto dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan, componente della Commissione Covid, sono ormai numerosi gli elementi che descrivono una gestione delle forniture estremamente problematica, responsabile dello spreco di somme ingenti e contemporaneamente incapace di fornire dispositivi idonei in quantità sufficiente. Malan sottolinea come si tratti di responsabilità politiche e morali di notevole entità, sulle quali il gruppo parlamentare intende proseguire le indagini.
