(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Già 8 morti sul lavoro dall’inizio del 2026. Tanti ne ha contati l’Anmil, l’Associazione fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro. L’ultimo stamani: Claudio Salamida, 46 anni, operaio dell’ex Ilva di Taranto. Una tragedia che giunge a pochi giorni di distanza da quella in cui ha perso la vita il vigilante Pietro Zantonini, costretto, a 55 anni, a lavorare di notte a oltre mille chilometri da casa con un contratto precario in uno dei cantieri dei Giochi Milano-Cortina 2026. Luogo dove, in orario notturno, la temperatura può toccare i 12 gradi sottozero. È questo il mondo del lavoro ‘dei record’ celebrato da maggioranza e Governo?”.
Così la deputata del M5S in commissione Lavoro Valentina Barzotti.
“Secondo l’Inail – riprende – nei primi 11 mesi del 2025 sono aumentati sia le denunce di infortunio in occasione di lavoro (+0,4% rispetto allo stesso periodo del 2024) sia i decessi veri e propri (+1%). È quindi evidente che, malgrado gli annunci, il Governo non sta facendo abbastanza per fermare tale strage. Le misure spot non bastano: serve un Piano straordinario nazionale con investimenti mirati sulla formazione e la possibilità per i lavoratori di utilizzare strumenti come il diritto all’autotutela. La premier Meloni e la ministra Calderone, però, non vogliono ascoltare” conclude Barzotti.
