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GUARDIA DI FINANZA * «SPACCIA DROGA DAGLI ARRESTI DOMICILIARI, 33ENNE DI POGGIOFIORITO FINISCE IN CARCERE DOPO SEQUESTRO DI 40 GRAMMI DI COCAINA»

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08.15 - venerdì 9 gennaio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**Arrestato spacciatore che continuava a vendere droga nonostante i domiciliari**

Il Comando Provinciale Chieti arresta un noto pluripregiudicato che, dalla propria abitazione, continuava a vendere droga.

Il protagonista di questa vicenda è un trentatreenne di Poggiofiorito (CH) che – sottoposto 4 mesi fa alla misura detentiva degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico per spaccio di sostanze stupefacenti- i militari della Tenenza di Ortona, coordinati dal Ten. Giancarlo Passeri, controllavano da diversi giorni e per il quale avevano già accertato una cessione, di 8 dosi, pari a 4,30 grammi di cocaina.

L’intervento è scattato dopo che i finanzieri hanno accertato un’ulteriore cessione e, fermato il “cliente”, lo hanno trovato in possesso di una dose di cocaina, appena acquistata.

Per questo i militari hanno proceduto ad una perquisizione presso l’abitazione del giovane e rinvenuto, abilmente occultato dietro il termosifone della camera, un calzino contenente 40,50 grammi di cocaina e, nelle successive ricerche, anche 1.590 euro (ritenuto il ricavo dello spaccio), materiale per il confezionamento, un bilancino di precisione e due smartphone, il tutto immediatamente posto sotto sequestro.

Il pusher è stato tratto in arresto – con l’accusa di spaccio di stupefacenti, con l’aggravante di perpetrarlo durante l’esecuzione di una misura restrittiva – e condotto nel carcere di Chieti.

L’attività effettuata si pone nell’ambito degli ordinari controlli, predisposti dal Comando Provinciale di Chieti, finalizzati alla prevenzione e repressione dello spaccio e del consumo di sostanze stupefacenti, intensificati nel periodo delle festività natalizie ove, purtroppo, la richiesta è maggiore.

Il procedimento penale, instaurato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti, è attualmente nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna definitiva.

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