(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
Il Governo aveva promesso una Legge di Bilancio ‘coraggiosa’, ma ha consegnato al Paese una manovra debole, confusa e profondamente ingiusta. Alle parole non sono seguiti i fatti e oggi famiglie e imprese pagano il prezzo di scelte improvvisate: aumenti sul diesel, assicurazioni alle stelle, rincari su tabacchi, innalzamento dell’età pensionabile e nuovi balzelli fiscali, mentre la pressione fiscale resta inchiodata al 42,8%, tra le più alte d’Europa.
Emblematica è la ritenuta sulle fatture tra imprese: una tassa che colpisce il fatturato e non gli utili, drenando liquidità e mettendo in ginocchio soprattutto le PMI. Una misura miope e pericolosa, che ignora la realtà di chi produce e lavora e rischia di trasformarsi in un freno strutturale alla crescita.
Disastro totale anche sulla politica industriale. Transizione 4.0 è stata smantellata pezzo dopo pezzo. Transizione 5.0, sbandierata come rilancio, è stata subito definanziata, bloccando circa 2 miliardi di investimenti già programmati.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cantieri fermi, investimenti congelati, aziende in difficoltà e più cassa integrazione. A questo si aggiunge l’instabilità normativa sulle rinnovabili, con il provvedimento sulle aree idonee privo di una fase transitoria, destinato a generare caos, ricorsi e nuovi costi per lo Stato.
Questa non è una strategia: è improvvisazione allo stato puro. Per questo il Movimento 5 Stelle vota contro. L’Italia ha bisogno di certezze e di una vera politica industriale, non di un Governo lontano dai problemi reali del Paese.
Così in aula il senatore M5S Luigi Nave, in dichiarazione di voto sul decreto legge Transizione 5.0 e aree idonee.
