(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Anche per tutto il 2025 abbiamo ascoltato Meloni e i suoi ministri ripetere in loop che il Green Deal è il male assoluto, che l’Ue sulle politiche ambientali non ne azzecca una e che le ricette per avviare una transizione ecologica che non gravi sui cittadini ce le ha solo il governo italiano. Una cantilena ipocrita sbugiardata dalla quarta legge di Bilancio dove l’ambiente sostanzialmente non viene neanche contemplato.
Quel poco che c’è, come ad esempio nuovi fondi per la Carta Geologica del paese, ci sono grazie a noi. Per il resto, nessun fondo in più per interventi anti-dissesto e messa in sicurezza del territorio, niente di niente per la tutela della biodiversità, zero carbonella per la mitigazione dei cambiamenti climatici.
E ancora: il fondo per la tutela delle aree protette è come se non esistesse, di rigenerazione urbana non si parla mai a parte quando c’è da fare gli interessi degli affaristi, mentre sul contrasto al consumo di suolo non si fanno più nemmeno promesse, nel senso che al governo il cemento piace, con buona pace di chi ancora prova a tutelare il territorio.
L’Italia ha sul groppone anche due procedure Ue per l’inquinamento dell’aria: ho presentato un odg sul tema, perché l’immobilismo del governo su questo fronte è un danno evidente, visto che curare le crescenti malattie respiratorie al sistema paese costa carissimo. Pichetto Fratin da ministro con portafoglio è ormai ridotto a ministro con portamonete.
Questa manovra racconta in modo plastico un’idea di Paese fondata sull’assenza di cura. Cura del territorio, cura delle comunità, cura del futuro: tutte dimensioni completamente rimosse. Governare dovrebbe significare prendersi carico delle fragilità, prevenire i rischi, proteggere ciò che è comune.
Qui invece si sceglie di non vedere, di non intervenire, di rinviare, scaricando i costi – economici, sociali e sanitari – sulle spalle dei cittadini e delle prossime generazioni in modo assai più evidente di quanto fanno – secondo le destre – le direttive Ue. Come Movimento 5 Stelle continueremo a denunciare questa incuria, perché la cura non è un vezzo ideologico ma è l’unico modo serio di stare dalla parte del Paese”.
Così in una nota la vicecapogruppo M5s alla Camera Ilaria Fontana.
