(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
E’ giunta la fine dell’anno e l’attesa ormai potrà forse essere soddisfatta. Infatti, nello scorso mese di settembre, il competente Assessore alla Promozione dell’Autonomia, rispondendo ad una interrogazione in Aula afferente l’avvio del “Centro Studi sulle Autonomie”, assicurava che entro la conclusione del corrente anno l’apposito Comitato deputato alla formulazione delle proposte di attività del “Centro” stesso avrebbe consegnato una relazione propedeutica all’istituzione del “Centro” stesso (vedi interrogazione a risposta immediata a firma della scrivente nella seduta dell’8 settembre 2025).
Siamo ormai agli sgoccioli dell’anno e ufficialmente nulla è ancora apparso in proposito. Il “Centro Studi sulle Autonomie”, non solo non è decollato, ma di lui non si hanno più notizie, come quei “missing in action” che popolano certa cinematografia americana. E non basta. Anche dell’ “Ambasciatore dell’Autonomia”, altra figura ripetutamente annunciata, non si è saputo più nulla, sia in termini di nomina come di obiettivi e campo d’azione.
Ancora una volta le “armi di distrazione di massa” vengono utilizzate per stornare le attenzioni; per nascondere il plateale fallimento di un tentativo di riforma dello Statuto speciale risoltosi invece in un mero restauro di questioni marginali; per mascherare il vuoto di progettualità politica che connota questa Giunta provinciale e la sua maggioranza. Ci è voluto l’impegno di una testata giornalistica locale per promuovere una sorta di “operazione ascolto” sul territorio provinciale circa il presente ed il futuro dello strumento autonomistico in questa terra. Forse era più compito dell’Assessorato di merito, che non della curiosità giornalistica, ma così non è stato e gli esiti sono sotto gli occhi di tutti.
Chiacchiere, promesse, assicurazioni, enfasi, retorica e poi? Praticamente si è fatto poco o nulla, mentre il dibattito sulla riforma delle autonomie regionali langue ormai da tempo nelle Aule parlamentari ed il Ministro competente per materia, continua a promozionare un involucro sostanzialmente vuoto.
Forse la presenza di una parte del mondo autonomistico dentro la maggioranza di destra che regge la Provincia non è poi così incisiva, sui temi della difesa dell’autonomia, come aveva garantito ai suoi elettori ed al Trentino tutto e forse un “Centro Studi sulle Autonomie” potrebbe supplire a tanto immobilismo ed a tanta incapacità di elaborazione. E allora ? Cosa si aspetta ad attivarlo, visto che ormai, almeno sulla carta, esiste? E come si definisce la figura del “diplomatico” dell’Autonomia, anche questa ripetutamente promessa e mai realizzata in concreto?
Domande, sempre domande, solo domande, mentre le risposte, quando ci sono, sono vaghe e continuano a rimandare nel tempo, probabilmente auspicando di poter passare ad altri la “patata bollente”.
Tutto ciò premesso si interroga la Giunta provinciale per sapere
– se, come dalla stessa più volte preannunciato, è stato consegnata la relazione prevista da parte del Comitato di esperti chiamato a sostanziare l’esistenza del “Centro Studi sulle Autonomie” e, in caso di risposta affermativa, su quali argomenti verte tale relazione;
– in caso di risposta negativa come intende agire la Giunta provinciale, posto che la questione dell’attivazione del “Centro Studi” in oggetto è ormai piuttosto datata e che il citato Comitato ha avuto un anno di tempo circa per produrre il suo lavoro;
– che fine ha fatto l’ “Ambasciatore dell’Autonomia”, anch’esso più volte annunciato come di imminente individuazione ed a tutt’oggi, ancora disperso fra le nebbie della troppa retorica pseudo-autonomista.
A norma di regolamento si richiede risposta scritta.
Lucia Maestri
