(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nel 3° trimestre 2025 il mercato del lavoro trentino registra su base annua una sostanziale stabilità dell’occupazione e delle forze di lavoro. Crescono i lavoratori dipendenti (+4,6%), mentre gli indipendenti sono in calo (-18,3%). Le persone in cerca di occupazione aumentano dell’8% e, con minore intensità, crescono anche gli inattivi in età lavorativa (+1%). Tali dinamiche si riflettono sui rispettivi indicatori: il tasso di occupazione si attesta al 72,5%, il tasso di disoccupazione sale al 2,5% e il tasso di inattività raggiunge il 25,6%.
L’Istituto di Statistica della provincia di Trento (ISPAT) aggiorna attraverso il consueto report i dati sul mercato del lavoro in Trentino al 3° trimestre 2025. La rilevazione Istat sulle forze di lavoro1, in provincia di Trento, è coordinata dall’ISPAT.
Nel 3° trimestre 2025 le forze di lavoro superano le 263 mila unità e risultano sostanzialmente stabili su base annua (+0,2%). Mentre cresce la componente femminile (+4,6%), quella maschile risulta in calo (-3,3%).
Gli occupati superano le 257 mila unità (139 mila maschi e 118 mila femmine) e rimangono stabili rispetto allo stesso trimestre del 2024. La componente femminile cresce del 3,2% mentre risulta in calo quella maschile (-2,5%). Il confronto con il 2° trimestre 2025 evidenzia invece una crescita dell’occupazione (+1,8%) determinata da entrambe le componenti di genere anche se con intensità diverse (+1,1% i maschi, +2,7% le femmine).
L’occupazione continua a crescere nell’agricoltura (+33,9%, +2.573 unità), confermando il trend positivo già rilevato nel trimestre precedente, e nelle altre attività dei servizi (+2,8%, +3.529 unità). In flessione i restanti settori, tra cui le costruzioni (-6,3%, -1.255 unità), il comparto del commercio, alberghi e ristoranti (-5%, -2.693 unità) e l’industria in senso stretto (-4,1%, -2.034 unità).
Per posizione professionale, il quadro occupazionale mostra un aumento su base tendenziale dei lavoratori dipendenti (+4,6%), mentre la componente degli indipendenti cala del 18,3%. I dipendenti crescono nell’agricoltura (+45,4%), nelle altre attività di servizi (+7,3%) e nell’industria in senso stretto (+2,6%), mentre sono in calo nelle costruzioni (-4,4%) e in modo minore nel commercio, alberghi e ristoranti (-0,5%). Gli indipendenti aumentano solo nell’agricoltura (+26,4%), mentre sono in riduzione nei restanti settori tra cui l’industria in senso stretto (-38,6%).
Le persone in cerca di occupazione raggiungono le 6,5 mila unità, in aumento su base annua dell’8%. Aumenta esclusivamente la componente femminile della disoccupazione mentre è in calo quella maschile. I disoccupati ex-inattivi rilevano la crescita maggiore per effetto della sola componente femminile. In aumento anche i disoccupati ex-occupati, che rappresentano la quota maggiore dei disoccupati complessivi (51,4%), coinvolgendo entrambe le componenti di genere ma con intensità diverse. I disoccupati senza esperienza di lavoro, che rappresentano il 12,1% tra chi cerca lavoro, evidenziano l’unico calo, determinato esclusivamente dalla componente maschile. Il confronto congiunturale conferma la dinamica crescente della disoccupazione (+6,5%), che interessa entrambe le componenti di genere.
Gli inattivi in età lavorativa superano le 87,5 mila unità, in aumento su base annua dell’1% coinvolgendo esclusivamente la componente maschile (+18,3%); in flessione invece quella femminile (-8,8%). Su base congiunturale si osserva invece una dinamica discendente degli inattivi (-4,4%), riconducibile ad entrambe le componenti di genere (-3,6% i maschi, -5% le femmine).
I tassi caratteristici del mercato del lavoro
Il tasso di attività (15-64 anni), pari al 74,4%, rimane su base annua sostanzialmente stabile (-0,2 punti percentuali). La partecipazione delle donne al mercato del lavoro sale al 70,2% (+2,9 punti percentuali), quella degli uomini scende al 78,6% (-3,2 punti percentuali). Il confronto congiunturale evidenzia una crescita del tasso di attività (+1,2 punti percentuali), determinata da un aumento di entrambe le componenti di genere (+0,8 punti percentuali i maschi e +1,6 punti percentuali le femmine).
Il tasso di occupazione (15-64 anni) si attesta al 72,5% (77,3% gli uomini, 67,6% le donne), registrando un calo su base annua di 0,4 punti percentuali imputabile in maniera esclusiva alla componente maschile (-2,6 punti percentuali); in aumento quella femminile (+1,9 punti percentuali). Tale dinamica si riflette sul gap di genere, che su base annua cala di 4,5 punti percentuali.
Il tasso di disoccupazione (15-74 anni), pari al 2,5% (1,5% gli uomini, 3,6% le donne), rimane sostanzialmente stabile (+0,2 punti percentuali) grazie alla sola componente maschile (-0,8 punti percentuali); in aumento invece quella femminile (+1,3 punti percentuali). Il confronto congiunturale conferma la sostanziale stabilità per entrambe le componenti di genere (+0,1 punti percentuali).
Il tasso di inattività (15-64 anni) si porta al 25,6% (+0,2 punti percentuali su base annua). Gli inattivi maschi salgono al 21,4% (+3,2 punti percentuali) mentre le femmine inattive si attestano al 29,8% (-2,9 punti percentuali). Il confronto congiunturale rileva invece un calo dell’inattività (-1,2 punti percentuali), determinato da entrambe le componenti di genere con intensità diverse (-0,8 punti percentuali i maschi, -1,6 punti percentuali le femmine).
Rispetto all’Italia, il livello dei tassi del mercato del lavoro trentino evidenzia i seguenti differenziali positivi.
