(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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«Le parole di Matteo Salvini sulla vendita del gruppo Gedi sono gravi e fuorvianti. Non si tratta di “decidere chi compra un giornale”, ma di difendere il pluralismo dell’informazione e la qualità della nostra democrazia.
Qui parliamo di uno dei principali poli editoriali italiani – la Repubblica, La Stampa, Huffington Post, radio e siti web – che verrebbe ceduto a un gruppo straniero con rilevanti legami politici ed economici internazionali, dai rapporti con l’amministrazione Trump fino al principe saudita Mohammed bin Salman.
L’editoria non è una fabbrica qualsiasi: è un presidio democratico. Chi governa ha il dovere di vigilare affinché non si concentrino potere mediatico e interessi politici di una parte, tali da condizionare l’informazione e la qualità della nostra democrazia, già compromessa.
Salvini parla di “Paese libero”, ma senza un’informazione libera, indipendente e pluralista non esiste alcuna vera libertà».
Se c’è qualcosa di surreale, questo è Salvini che ha eletto deputato della Lega il re delle cliniche private, Antonio Angelucci, proprietario di varie testate giornalistiche come Il Tempo, Libero e Il Giornale, che ha costruito il record di essere il parlamentare più assenteista della storia della Repubblica.
Per questo chiediamo al sottosegretario con delega all’editoria, Barachini, di informare il Parlamento su quanto sta accadendo nel gruppo Gedi, perché vogliamo sapere quali garanzie occupazionali siano date e quali sulla linea editoriale.
Lo scrive in una nota Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde.
