(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Davanti ai dati Istat sul mercato del lavoro relativi al terzo trimestre 2025, tutt’altro che esaltanti, una maggioranza e un Governo soliti ai trionfalismi sono rimasti stranamente afoni. C’è da comprenderli.
Continua a crescere la percentuale di inattivi, che fanno segnare un +0,3% rispetto al trimestre precedente sfiorando i 12,4 milioni di unità. Aumenta il lavoro intermittente e diminuisce l’occupazione di diplomati e laureati, mentre sale il tasso di disoccupazione femminile.
Ma le cattive notizie, purtroppo, non finiscono qui. Difatti, non solo dopo diciassette trimestri si interrompe la crescita del numero di occupati ma, al contempo, le ore lavorate aumentano più del Pil. Significa in sostanza che, malgrado la propaganda di Meloni&Co, il lavoro è sempre più a basso salario.
Se ci avessero dato ascolto, introducendo il salario minimo e mettendo in piedi una vera politica industriale, non ci troveremmo in tale situazione. La legge di Bilancio, arenata nelle secche del Senato, farà sorridere solo le lobby delle armi.
Per i cittadini invece il piatto continuerà a piangere, con una pressione fiscale e un’inflazione sui beni di prima necessità in continua crescita”.
Così il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e coordinatore del Comitato economia lavoro impresa.
