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CONSIGLIO PAT * «BILANCIO PROVINCIALE, OPPOSIZIONI ALL’ATTACCO DELLA MANOVRA DI FUGATTI»

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14.01 - mercoledì 10 dicembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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**Bilancio, partita la discussione generale**

Si è aperta in mattinata, con l’intervento di Francesco Valduga, la discussione generale sulla manovra di bilancio.

**Valduga: Bilancio ricco, più facile arrivare a una mediazione**

Il capogruppo di Campobase e partito dal senso di una manovra che sta nel migliorare la vita cittadina e nel definire una visione. Un termine nei confronti del quale il presidente, ha sottolineato Valduga, ha sempre manifestato allergia, preferendo usare il termine strategia dello sviluppo.

Sui temi concreti come la casa si danno risposte sulla contingenza quando invece servirebbe una riforma dell’edilizia abitativa; per la scuola, l’esponente di Campobase, si è chiesto quale sia il senso della provincializzazione se non si pensa a qualcosa di nuovo, di sperimentale, mentre, da parte della maggioranza, si parla solo di scuola come strumento di conciliazione. Ragionamento analogo, quello di Valduga, sull’Università.

C’è poi la riforma istituzionale, annunciata dall’assessora Zanotelli, che va portata avanti perché i comuni non possono più fare da soli, nemmeno quelli di Trento e Rovereto. Non a caso ci sono 60 comuni in sofferenza finanziaria, che mostra la necessità di mettere i municipi in grado di lavorare bene. La Pat, ha detto ancora, quando rinuncia ad essere la regista delle autonomie, mette in crisi l’intero sistema. La soluzione pratica va cercata dentro il protocollo di finanza locale.

Ad esempio, ha continuato, il modo di ringraziare i Vvff volontari consiste nel metterli in grado di operare (ha fatto l’esempio di Rovereto che attende sempre il polo della Protezione civile) perché non basta visitare tutte le feste di S.Barbara. D’altra parte, le liste uniche dei comuni, ha detto ancora, stanno a dimostrare che le persone disposte ad amministrare sono poche, una crisi di partecipazione che pesa su tutto il sistema dell’Autonomia.

Secondo Valduga si deve guardare ai governi di centro sinistra – una classe politica che venne pesantemente attaccata da Confindustria accusandola di non far nulla – che hanno messo in campo profonde riforme, dall’Azienda sanitaria unica, a Dolomiti energia, alla Meccatronica. Nella manovra invece, al posto del “dove andiamo”, ha sottolineato, viene descritto un “dove siamo” fatto di una sommatoria di scelte puntuali anche sulle grandi opere pubbliche che sono più annunciate che reali.

Sulla Valdastico, Valduga, ha accolto con favore l’annuncio della rinuncia dell’uscita a Rovereto; rinuncia dovuta all’ostruzionismo della minoranza. Una battaglia che continuerà anche nei confronti di altre ipotesi.

Per ciò che riguarda il settore economico, sul rapporto turismo e agricoltura il capogruppo di Campobase ha annunciato un emendamento che riguarda la destinazione della imposta sul turismo. Sul piano dell’accoglienza insistere sul Cpr evitando di affrontare una pianificazione della accoglienza a diffusa suscita a dir poco perplessità. Nella manovra, poi, non si dice nulla sul sistema di gestione dei rifiuti, quindi dell’inceneritore. E questo quando si sono commissariati comuni per l’Egato perché si doveva correre.

Allargando il discorso alla situazione internazionale, Valduga, ha detto che l’Europa non può ritenersi fuori dalla storia. Anzi, la centralità del Vecchio Continente, deve essere ricostruita anche attraverso la partecipazione democratica che, come dimostra l’astensionismo, è in difficoltà. In questo processo importanti sono le autonomie sottoposte a un’erosione che può arrivare a crolli improvvisi. Un quadro difficile che pesa anche sul tenore di vita e il potere d’acquisto dei cittadini trentini. Peso che contrasta con la narrazione ottimistica di Fugatti.

Quindi, per Valduga si devono mettere in campo riforme sui temi della famiglia, della casa e della politica industriale con attenzione ai salari. E dentro questi temi presentati dal presidente Fugatti, l’opposizione ha fatto proposte concrete che devono rientrare nella trattativa con la Giunta. Sul capitolo imprese – lavoro, nel documento della minoranza, ci sono proposte innovative, dai salari, ai trasporti.

Il capogruppo ha anche ricordato, oltre alla sanità e alla casa, la cooperazione internazionale con la necessità di integrare i migranti nella nostra società. Proposte, ha concluso, che vanno nel verso di una condivisione trasversale e dell’appello alla necessità di lavorare assieme fatto da Maurizio Fugatti al termine della sua relazione. Se questo lavoro assieme è importante si deve arrivare alla concretezza accettando una mediazione. E non è pensabile, ha aggiunto, che dentro un bilancio così ricco non si trovi uno spazio di condivisione su proposte che vanno nell’interesse della comunità. Insomma, un accoglimento dell’appello del presidente, auspicando che alle parole seguano i fatti.

**Degasperi: una relazione celebrativa. Il Trentino non cresce**

Filippo Degasperi (Onda) ha definito ripetitiva e celebrativa la relazione del presidente. Tant’è che anche lo scorso anno la manovra valeva 6,2 miliardi, come oggi. Quindi, ha aggiunto, se le cifre sono le stesse di un anno fa, la crescita c’è solo nelle pagine lette dal Presidente ieri.

Fugatti, ha detto ancora, ha fatto uno slalom speciale per eludere la realtà, introducendo il parametro del pil pro capite dimenticando che è in calo. Si è passati dal 128%, sulla media europea, al 124%, l’esatto contrario del pil pro capite dell’Alto Adige. Insomma, la ricchezza sta inesorabilmente calando.

Secondo il presidente della Giunta, la dinamica del pil, se in crescita, sarebbe merito delle politiche del governo provinciale. Anche se nella realtà le previsioni di crescita, fin dal 2021, sono state tutte smentite al ribasso anche nel confronto con la Provincia di Bolzano e con la media nazionale basti pensare che il Trentino, in quattro anni, è precipitato oltre la sessantesima posizione in Italia. Oggi il Trentino autonomo, col bilancio che sarebbe il più robusto di sempre, si muove su un tasso di crescita dello 0,5% come il resto d’Italia. Da ciò, secondo Degasperi, la prova che le scelte della Giunta non hanno influito sulla crescita.

Nella manovra, poi, non ci sono novità su addizionale Irpef, sull’Irap. C’è una norma bandiera e inutile, perché già contenuta da 20 anni nella legge Salvaterra, sugli edifici scolastici aperti d’estate per uso educativo. Nella manovra non si parla di lavoro e dei salari che sono sotto la media italiana del 7% secondo l’Ocse, con i prezzi con Bolzano più alti d’Italia. Non a caso la gente se ne va – secondo dato italiano dopo il Molise – dalla nostra regione. Il sostegno alla crescita è venuto dai consumi turistici e non da quelli delle famiglie.

L’esponente di Onda ha ricordato il caso del portierato dell’Università, della vittoria giudiziaria dei lavoratori che, dal passaggio da un appalto all’altro, sono stati demansionati nel disinteresse della Provincia e di Unitn. Stesso ragionamento per la situazione dei lavoratori dei call center di De.

Sul piano delle industria (settore che è in costante calo), ha detto ancora, le aziende stanno sostituendo capitale col lavoro, come accade nelle economie sottosviluppate. La politica industriale in Trentino è dimenticata e sul piano finanziario c’era lo strumento di Mediocredito che verrà abbandonato dai soci pubblici.

Sulla selezione a Medicina, Degasperi ha detto che con un 10% di promossi agli esami ci si deve chiedere quale sia l’efficienza didattica dell’Università. E ha ricordato che con un risultato del genere alle superiori i prof sarebbero stati, giustamente, in croce.

Sulla casa si continua ad andare avanti in settori di nicchia, invece di investire sull’edilizia pubblica che è l’unico modo per calmierare il mercato. Sul Cpr un fatto che va chiarito bene ai trentini, ha detto, perché diventiamo terra di importazione di stranieri. Inoltre, il ciclo dei rifiuti, di cui non si parla, anche se due anni fa il tema era descritto come un’emergenza assoluta. Ultimo punto, la questione della Regione che è sparita sull’orizzonte del confronto politico.

**Manica: clima surreale, presenti solo 5 consiglieri di maggioranza e banco della Giunta semivuoto**

Sull’ordine dei lavori Alessio Manica (Pd), rivolto al Presidente del Consiglio, ha detto che il dibattito sul bilancio si sta svolgendo in un clima surreale vista la presenza di soli cinque consiglieri di maggioranza, l’assenza del presidente Fugatti e il banco della Giunta semivuoto. Ancora una volta, ha commentato, ci si trova di fronte ad una situazione assolutamente non dignitosa per il Consiglio che pure è chiamato a decidere sulla destinazione dei fondi del bilancio. Il presidente Soini, ricordando che Maurizio Fugatti è assente giustificato per un impegno olimpico, il ha sospeso la seduta per una decina di minuti.

**Zanella: con il Cpr importiamo la violazione dei diritti umani**

Paolo Zanella (Pd) Dopo aver lamentato l’assenza “cronica” in aula del presidente Fugatti, è partito dai grandi temi del cambiamento climatico, della transizione demografica e della transizione digitale, sui quali non c’è una riflessione sistemica dei Governi ma nemmeno della Provincia Autonoma.

Poi il cambiamento di paradigma economico, con il fallimento del capitalismo in termini di distribuzione della ricchezza e l’applicazione dei dazi. Preoccupa anche il ritorno dei venti di guerra e di riarmo. L’Europa è sotto scacco, Meloni si barcamena, Salvini ammicca a Mosca. La democrazia e la partecipazione dei cittadini sono in gravissima crisi, i giornalisti sotto attacco. Il tema della cittadinanza negata a ragazzi nati e cresciuti in Italia. L’educazione sessuale negata a scuola. L’economia nazionale: l’occupazione degli under 35 cala, l’inflazione morde le famiglie, gli stipendi languono e non c’è crescita, siamo in coda all’Europa nonostante i miliardi europei del Pnrr.

Il Trentino sta meglio, il budget Pat è cresciuto grazie alla pressione fiscale (e non alla crescita, che è ferma allo zero virgola due nel 2023). Si è investito soprattutto in opere pubbliche, che peraltro partono con fatica e spesso tardano ad arrivare a conclusione. Questa manovra è vuota e propagandistica.

Il bonus asili nido: si doveva con linearità aumentare il trasferimento ai Comuni e rendere gratuito il servizio. Il bonus partirà solo a novembre 2026, nel frattempo si pagheranno aumenti di tariffa.

Case: finalmente si aggredisce lo sfitto dopo due anni di bonus inefficaci. Gli affitti sono alle stelle, gli stipendi medi sono i più bassi del Nord est. C’è un esodo di giovani laureati dal Trentino e l’offerta di lavoro qualificato è vittima di un piano industriale assente. La povertà cresce, chiedetelo alla Caritas.

Sanità: la speranza di vita in salute in Trentino cala di due anni, mentre a Bolzano il dato cresce. Niente in manovra sulla medicina territoriale, appena 14 iscritti alla scuola di medicina.

La Valdastico: il ritorno del passato, di un’opera insostenibile, ora pensata con uscita su Trento, città dove la qualità dell’aria è già un problema molto serio.

L’idea del Cpr: cos importiamo la violazione dei diritti umani, dopo aver omesso l’accoglienza diffusa e avere aggravato il problema.

Zanella ha poi sunteggiato le proposte di emendamento messe sul tavolo, a partire da un piano decennale di nuovi alloggi Itea e contributi per ristrutturare casa con destinazione affitto. Tra le altre: limite a due alloggi per quelli di tipo turistico e foresterie per gli studenti in materie sanitarie.

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