(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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SOVRAFFOLLAMENTO IN STAZIONE A TRENTO: NON È UN INCIDENTE, È IL COLLASSO ANNUNCIATO. CORRADINI (SIAP): “LO AVEVAMO DETTO, ORA BASTA”
L’episodio del treno per Bologna bloccato per un’ora per “motivi di sicurezza” è la prova delle carenze croniche di personale e delle criticità infrastrutturali na noi denunciate. Non è una semplice disavventura per i passeggeri. È l’inevitabile epilogo di una situazione critica, ampiamente preannunciata e più volte denunciata.Il fallimento di un sistema messo in guardia da mesi. ”Lo avevamo detto: senza interventi sarebbe successo l’inevitabile. Ma la sicurezza dei cittadini non è negoziabile.”
Quello che è successo ieri nella stazione di Trento non è una sfortuna. È la logica, inevitabile conseguenza di mesi di inerzia. Domenica 8 dicembre, un treno regionale per Bologna è stato fermo per un’ora a causa del sovraffollamento, costringendo i viaggiatori a una estenuante trattativa per far scendere qualcuno, mentre la sicurezza vacillava.
Il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP) aveva visto giusto, e purtroppo avevamo visto lontano. Già il 20 ottobre denunciavamo una “situazione esplosiva” in vista dei Mercatini di Natale. Il 27 novembre, a mercatini iniziati, constatavamo che le “promesse non erano state mantenute” e che la gestione era “al ribasso”. Ieri, il sistema ha mostrato la crepa più visibile: il rischio per l’incolumità pubblica.
Perché è successo? Due ragioni, entrambe denunciate a chiare lettere:
LA CARENZA CRONICA DI PERSONALE: UN ALLARME IGNORATO.
A ottobre segnalavamo la “carenza di personale più volte segnalata e sempre rimasta inascoltata”, avvertendo che sarebbe diventato “impossibile” gestire i picchi. A novembre ribadivamo che la situazione era “ferma al palo”. I fatti di ieri ci danno drammaticamente ragione. Un presidio adeguato Polfer, in termini numerici e di competenze, avrebbe potuto gestire in modo preventivo i flussi del ponte dell’Immacolata, organizzare alternative e, soprattutto, evitare che una situazione di disagio si trasformasse in un potenziale rischio per l’incolumità pubblica, costringendo al limite estremo. Invece, si è arrivati al blocco del treno, massimo sintomo di emergenza. L’unico segnale concreto, come abbiamo già esternato e riconosciuto, è arrivato dal Questore di Trento grazie al suo forte interessamento per far arrivare aggregati. Purtroppo non é una soluzione definitiva. Servono uomini strutturali che portino alla piena operatività la Polfer, non tamponi. ”Il
Compartimento Polfer di Verona, con la sua grave miopia istituzionale, continui pure a sottovalutare e a non dare risposte concrete: intanto il conto dell’insicurezza la pagano i cittadini.”
CANTIERI SELVAGGI: LA SICUREZZA VIENE DOPO.
A ottobre il SIAP aveva già fotografato una realtà drammatica: uffici Polfer spesso inaccessibili, con accessi che sono una “vera e propria opera circense”, con cittadini e personale ferroviario costretto a “salti mortali” per formalizzare una denuncia. “Condizioni di continuo movimento cantieristico senza adeguate informazioni” che non erano cambiate a novembre.
Questo caos infrastrutturale, unito alla “mancata informativa” ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e alle possibili “interferenze” tra cantieri e lavoro della Polfer, denunciate dal sindacato, viene moltiplicato esponenzialmente dall’impatto di picchi di utenza.
Il risultato? Ieri il sovraffollamento è diventato ingovernabile.
CONCLUSIONE: ORA SI CAMBIA, PER LE OLIMPIADI 2026 SI DEVE ESSERE PRONTI.
Questo episodio deve essere l’ultimo. L’episodio del treno bloccato è il campanello d’allarme che squarcia ogni ipocrisia. Conferma che la stazione, “biglietto da visita del Trentino”, rischia di trasformarsi in un “simbolo di degrado e insicurezza”. Con i Mercatini di Natale ancora in corso e, pur non essendo ancora alla massima affluenza, ma soprattutto, con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, che porteranno un “ulteriore, enorme flusso di visitatori”, continuare su questa strada è imperdonabile. Non possiamo permetterci altri danni d’immagine e, soprattutto, altri rischi.
“Il tempo delle parole è scaduto da mesi”, conclude Massimiliano Corradini, Segretario Regionale SIAP. “Ora servono i fatti. Ieri sono stati i passeggeri del treno per Bologna a pagare il prezzo dell’inerzia. Domani, se non si interviene strutturalmente, pagheremo tutti un prezzo più alto in termini di sicurezza e immagine. La sicurezza non è negoziabile.”
Fonte dei comunicati SIAP citati:
• Comunicato Stampa SIAP T.A.A. Prot. N. 27 – 20/10/2025: “Gestione inaccettabile della sicurezza nella stazione ferroviaria di Trento”
• Comunicato Stampa SIAP T.A.A. Prot. N. 32 – 27/11/2025: “Stazione di Trento, sicurezza al collasso: promesse non mantenute”.
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Il Segretario Regionale Sindacato Italiano Appartenenti Polizia
CORRADINI Dr. Massimiliano
