CONSIGLIO PROVINCIALE TRENTO * LAVORI D’AULA: LA SINTESI DEGLI ARGOMENTI TRATTATI E LE DISCUSSIONI ALL’ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio provinciale ha proseguito nel pomeriggio la discussione dell’ordine del giorno. Qui di seguito una sintesi degli argomenti trattati.

 

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Mozione 667 Pietro De Godenz (UpT) (approvata)
Avviare un progetto di facilitazione
per l’accesso alle prestazioni
a beneficio dei disabili intellettivi

Il documento 667 del consigliere De Godenz -approvato all’unanimità in forma emendata e concordata con la Giunta- parte dalla considerazione delle difficoltà del disabile intellettivo nel vedere soddisfatto il proprio diritto alla salute, dal momento che la normale organizzazione del triage non è pensata all’accoglienza di persone con necessità di accudimento “speciali” come quelle sofferte da questo tipo di paziente. Con queste premesse si impegna la Giunta provinciale a proseguire nella promozione di percorsi socio sanitari di presa a carico e di continuità assistenziale tra ospedale e territorio specifici; a proseguire presso il Santa Chiara, nel processo già avviato di revisione dei processi di cura al fine di facilitare l’accesso alle prestazioni ospedaliere e ambulatoriali per disabili intellettivi gravi assumendo quale riferimento il progetto pilota DAMA, nato nel 2000 presso il San Paolo di Milano, primo modello di accoglienza e di assistenza medica al disabile grave dedicato in modo particolare a chi presenta gravi problemi di comunicazione. Infine, l’impegno è quello di tramettere una relazione sulle iniziative adottate alla competente Commissione permanente, entro sei mesi dall’approvazione del documento.
Favorevole il parere della Giunta provinciale, che ha contribuito al documento con un emendamento sostitutivo che riconosce quanto già si sta realizzando in questo contesto. Il tema è molto rilevante, ha osservato l’assessore Luca Zeni, e sebbene si stia già facendo molto, è utile e importante un impegno politico a fare di più.
Claudio Civettini (Civica) ha detto che la sostanza non può che essere condivisa, anche se ci si attenderebbe su temi come questi dei progetti più precisi. Giuseppe Detomas (Ual) ha condiviso i contenuti della mozione annunciando voto convintamente favorevole.
Il proponente Pietro Degodenz (UpT) ha ringraziato l’assessore e i colleghi per la sensibilità nell’aver accolto questo documento che adotta un modello adottato già da diverse realtà con ottimi risultati.

 

 

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Mozione 668 Chiara Avanzo (Patt) (ritirata dalla proponente)

Disegno di legge 171 Massimo Fasanelli (respinto)
Edilizia abitativa e problema casa
respinta la proposta
di Massimo Fasanelli
Il ddl 171, del consigliere del Misto Massimo Fasanelli, bocciato dall’aula e già respinto dalla Commissione legislativa competente, interveniva sulla legge vigente in materia di edilizia abitativa, mirando ad incentivare il recupero degli alloggi di risulta. Lo stesso proponente ha spiegato che il testo nasceva dalla considerazione del diminuire delle risorse e dell’aumento di pari passo dei bisogni dei cittadini. Inoltre, negli ultimi anni, si è registrato un consistente aumento degli alloggi pubblici non occupati -circa 1200- che, una volta sistemati, potrebbero soddisfare questa evidente, crescente domanda. Si riteneva dunque opportuno salvaguardare e recuperare il patrimonio di edilizia pubblica per permetterne la messa a disposizione, attraverso una nuova forma di recupero e riutilizzo in un’inedita e un’innovativa collaborazione tra pubblico e privato con finanziamenti senza oneri da parte di Itea. La stessa Itea seguirebbe l’intero iter, dalla progettazione all’affidamento e realizzazione dei lavori. L’immobile risanato potrebbe poi essere utilizzato gratuitamente per un periodo corrispondente al contributo messo a disposizione dal privato. In sintesi, questi gli obiettivi: dare una risposta al crescente bisogno di casa, migliorare la qualità della vita delle famiglie, movimentare i risparmi, rendere disponibili alloggi inutilizzati, recuperare e ristrutturare il patrimonio esistente e dare lavoro alle ditte artigiane locali. Il tema della casa, assieme a quello della famiglia e del lavoro, ha concluso il consigliere, è uno dei temi strategici di questo momento storico.
L’assessore Carlo Daldoss ha concordato sulla rilevanza del tema della casa. Tuttavia i 1200 alloggi non utilizzati di Itea di cui parla il consigliere, ha chiarito, non sono tutti alloggi di risulta: questi ultimi saranno mediamente 500 all’anno. I rimanenti alloggi necessitano di totale risanamento, se non di una preventiva demolizione. Oggi Itea ristruttura di fatto ogni anno praticamente l’intero numero degli alloggi di risulta, prima di riconsegnarli. Inoltre Itea, ha aggiunto Daldoss, non ha bisogno di alcun finanziamento per fare questo tipo di interventi. Il disegno di legge non ha dunque a suo avviso alcuna attinenza con la reale situazione e non è accoglibile.
Ha espresso il sostegno al disegno di legge del collega, Claudio Cia (Misto): oggi abbiamo in Itea affitti che poco si discostano da quelli dei privati, a meno che non si tratti di inquilini immigrati in gravissima difficoltà, ha esordito. A suo parere dunque il problema esiste eccome e questa proposta è del tutto condivisibile. Tra l’altro, ha aggiunto Cia, sono stati messi a disposizione milioni di euro per la ristrutturazione della casa, a seguito di un emendamento del collega Borga: un comunicato stampa della Provincia del 13 marzo scorso ha annunciato una serie di circa quaranta incontri con i cittadini sull’intero territorio trentino per illustrare questa “particolare attenzione della Giunta” derivata però -naturalmente senza dirlo- da un’iniziativa delle minoranze. Ma un’altra cosa farebbe a suo avviso riflettere: gli incontri sono realizzati con il supporto di società private che hanno utilizzato la banca dati dei loro clienti: una vera operazione di campagna elettorale.
L’assessore Carlo Daldoss ha respinto al mittente le accuse di Cia assicurando che in ciascun incontro viene precisato che l’intervento è il frutto della condivisione di una accordo tra maggioranza e minoranza. Per quanto riguarda le casse rurali, l’assessore ha ricordato che da sempre essere opportunamente partecipano nel diffondere momenti informativi circa l’applicazione delle norme.
Claudio Civettini ha apprezzato la proposta “a costo zero” del collega Fasanelli, osservando che questo tema è uno di quelli che potrebbero rientrare nella progettualità di ripensamento degli alloggi pubblici. Sarebbe stato saggio, ha aggiunto, se l’assessore avesse esteso l’invito agli incontri sul territorio anche ai consiglieri, proprio a riconoscimento del lavoro collettivo.
Alessandro Savoi (Lega nord) ha anticipato la condivisione su questo testo che riguarda contenuti importanti come quello della casa. Il consigliere ha anche richiamato i criteri vigenti che purtroppo non attribuiscono priorità, come invece dovrebbero, ai trentini nell’assegnazione dell’alloggio: “prima dovrebbe venire la nostra gente, sempre” ha detto.
Un esito che mi aspettavo, ha replicato Massimo Fasanelli, che ha chiarito che questo intervento sarebbe a coso zero: ad esempio, se una famiglia anticipa 10.000 euro per entrare nell’alloggio Itea, poi rimane nell’alloggio per 10 anni senza pagare alcun canone. Ci sono alloggi fermi e non si vuole comprendere che questo potrebbe essere un intervento che andrebbe ad aiutare famiglie, imprese e recupererebbe il patrimonio esistente, ha concluso con una certa amarezza.
Respinti due ordini del giorno di Civettini e di Degasperi. Il secondo, ampiamente dibattuto, introduceva un principio più rigoroso e preciso nei requisiti di accesso e controllo dei requisiti per gli alloggi sociali e i contributi, “di equità” tra cittadini trentini ed extracomunitari nella produzione della documentazione. La norma citata sarebbe già vigente e collaudata nel resto del paese. “Mi prendo l’impegno di fare una verifica e riferire al Consiglio in tempi brevi”, ha detto l’assessore Daldoss che non ha ritenuto però di accogliere in questa fase l’ordine del giorno, pur sostenuto da diversi consiglieri. L’aula ha poi bocciato l’intero disegno di legge con 16 voti contrari e 10 favorevoli.

 

 

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Disegno di legge 141 Filippo Degasperi (ritirato)
Sull’incompatibilità
tra incarichi professionali
e amministrativi
Ritirata dal proponente dopo un ampio dibattito la proposta del 5 Stelle Filippo Degasperi -già respinta dalla terza Commissione legislativa- di modificare la legge urbanistica per introdurre l’incompatibilità tra incarichi professionali e incarichi di amministrazione negli enti pubblici. Un disegno di legge che nasce da numerose segnalazioni di cittadini, ha spiegato il proponente, ma che la Giunta non ha ritenuto di accogliere. Degasperi ha chiarito che due sono i temi principali di questo ddl: quello della presenza dei politici nelle commissioni comunali e di comunità -che tra l’altro a livello nazionale non è più consentita dall’assetto normativo attuale- e quello dell’incompatibilità tra incarichi professionali e incarichi di amministrazione. Vista la “rigidità” da pare della Giunta sugli altri punti, la scelta del proponente è stata quella di soffermarsi a riflettere solo su quest’ultimo e dunque lasciar cadere tutti i contenuti -con emendamenti soppressivi- ad esclusione dell’articolo 4. Mi sarei aspettato una proposta di rilancio, una controproposta, ha ammesso a malincuore il consigliere grillino, purtroppo non pare essere così.
L’assessore Carlo Daldoss ha ragionato dunque solo sull’articolo 4: ho già detto in Commissione che già ora chi ha competenza in materia di lavori pubblici è obbligato da una norma regionale ad astenersi dall’attività professionale sul territorio di riferimento. La previsione di Degasperi è a suo parere troppo rigida ed eccessiva perché ha ricordato che oggi chi fa il sindaco e l’assessore lo fa quasi alla stregua di volontariato, senza contare che la specifica competenza è della Regione, ha aggiunto.
Rodolfo Borga (Civica) ha dichiarato di voler dire quello che pensa, seppur probabilmente impopolare, derivando le proprie riflessioni dalla propria esperienza da sindaco. E’ vero, ha spiegato, “come dice il collega Degasperi, che ci sono dei casi discutibili dal punto di vista etico e morale e sempre ci saranno perché la natura umana è una brutta bestia, ma per quante regole possiamo inventarci per rendere l’uomo onesto e corretto non riusciremo mai a farlo davvero”. Provate ad interrogarvi sui fenomeni corruttivi che il coacervo di burocrazia avrebbe dovuto arginare: ci siamo davvero riusciti? Quali sarebbero le conseguenze dell’approvazione di una norma di questo tipo? Si è chiesto. Questa mi sembra un po’ un’ottica manichea, ha aggiunto: c’è una percentuale di cittadini onesta, ma c’è anche una ristretta cerchia di potenziali delinquenti, ma non possiamo partire dall’idea che chi ricopre un ruolo amministrativo sia un potenziale delinquente. Anche se sarà impopolare, ha ribadito, pur comprendendo le ragioni del collega Degasperi, mi sento di dover tutelare l’onorabilità di chi l’impegno amministrativo o politico lo svolge con onestà e correttezza e che sarebbe penalizzato da norme come questa che non produrrebbe risultati migliorativi della situazione attuale, ma piuttosto alimenterebbero un atteggiamento di pregiudizio nei confronti di chi nella maggior parte dei casi svolge un impegno a titolo pressoché gratuito.
Un intervento condiviso anche dal collega Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) che ha apprezzato la schiettezza del consigliere della Civica nel dire quello che pensa. Per queste situazioni hanno pagato molti onesti, ha detto, e se andiamo avanti così, con tutto rispetto, si finirà che faranno politica quelli del dopolavoro, ha concluso annunciando il voto di astensione.
Massimo Fasanelli (Misto) ha detto che la fiducia va guadagnata, ma non imposta. La questione non può riguardare la giustizia, tutto il sistema politico dovrebbe trovare una soluzione già nel momento della scelta delle candidature. Pur condividendo l’obiettivo del collega Degasperi, Fasanelli ha anticipato la propria astensione, obiettando che la soluzione non si può trovare per via normativa e impositiva, ma va cercata dalla classe politica al proprio interno.
Claudio Cia (Misto) ha condiviso la filosofia della proposta del collega 5 Stelle, richiamando un’analoga proposta da lui depositata, successiva a questa. Alessandro Savoi (Lega), ha preannuncia l’astensione e, da ex dipendente amministrativo, ha dichiarato di condividere pienamente la posizione espressa dal collega Borga. Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) ha annunciato un voto non favorevole, non tanto a difesa dei professionisti amministratori, quanto a difesa di coloro che scelgono di fare gli amministratori con spirito di servizio che non debbono essere penalizzati o sottoposti a pregiudizi preventivi per questo loro impegno a vantaggio della comunità.
“Si tratta di una questione di opportunità e in quell’ambito andrebbe circoscritta la discussione” ha replicato Degasperi che ha ribadito che il problema riguarda il rapporto di fiducia tra cittadini e loro amministratori. Che giudizio possono dare questi cittadini della politica, dal momento che le loro segnalazioni e le questioni da loro sottopose non vengono prese in considerazione? Si è chiesto.
Il disegno di legge è stato infine ritirato dal proponente.

Sull’ordine dei lavori, prima della chiusura, è intervenuto Claudio Civettini che ha rilevato come i contenuti dell’ordine del giorno di Degasperi al disegno di legge di Massimo Fasanelli -respinto poco prima dalla Giunta- sono stati di fatto già recepiti per via legislativa con l’approvazione di un proprio emendamento alla legge collegata 2016, laddove si prevedeva che per i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea, ai fini della valutazione della condizione economico-patrimoniale del nucleo familiare i fatti debbano essere documentai mediante certificati o attestazioni rilasciati dalla competente autorità di Stato estero, legalizzati dalle autorità consolari italiane.
Questo fatto, ha detto Civettini, è gravissimo, trattandosi di una legge già in vigore da oltre un anno. Chiedo che la cosa venga chiarita al più presto, ha aggiunto.