(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In occasione del Giorno della Memoria, Retequattro tiene viva nella mente dei telespettatori una pagina cruciale della Storia, con una serie di appuntamenti dedicati: tra questi emerge il docufilm inedito Mengele, l’angelo della morte di Auschwitz, in onda lunedì 26 gennaio, in seconda serata.
Mengele, l’angelo della morte di Auschwitz è una shoccante analisi della vita e dei crimini del medico delle SS Josef Mengele, e delle atrocità da lui commesse nel lager polacco.
Con rigore storico e scientifico, attraverso il contributo di esperti, ricercatori, investigatori, nuovi documenti e inestimabili testimonianze inedite – come quella della donna che si prese cura di Mengele, durante i suoi ultimi anni di latitanza -, l’opera offre un contributo fondamentale per comprendere l’evoluzione psicologica di un criminale mostruoso, noto per i crudeli esperimenti medici e di eugenetica.
Attraverso l’uso di CGI e ricostruzioni sceniche, vengono mostrati i dettagli degli eventi che portarono Mengele a diventare uno dei criminali nazisti più brutali e più ricercati della storia. La narrazione è arricchita da testimonianze dei sopravvissuti di Auschwitz, vittime degli esperimenti disumani di Mengele. Racconti in prima persona, che aiutano a comprendere la natura criminale di quest’uomo e che offrono uno sguardo agghiacciante sulla follia di Auschwitz. Con una testimonianza unica, fondamentale per comprendere l’evoluzione psicologica di questo criminale mostruoso. Grazie a una narrazione dinamica e coinvolgente, ricca di salti temporali, si esplora ogni fase della vita di Mengele: la giovinezza, Auschwitz e gli anni in clandestinità.
Nel corso dei decenni, la figura di Mengele è stata avvolta da miti à la Pulp Fiction, che non rendono giustizia alla reale sofferenza delle sue vittime. Il doc smaschera queste leggende, dimostrando che la verità è ancora più orrorifica delle storie raccontate. Si analizza inoltre come questo criminale sia diventato, nell’immaginario collettivo, un simbolo assoluto del male. Un’attenzione che spesso ha finito per oscurare molti altri esecutori e ideologi che sfuggirono alla giustizia, compresi i professori universitari di Mengele.
Ma cosa spinse un giovane che sognava di diventare dentista a trasformarsi in uno dei torturatori più brutali di Auschwitz? Che cos’è l’eugenetica e quale ruolo ebbe nell’ascesa del nazismo? Chi furono i mentori di Mengele? Il docufilm risponde a queste domande, svelando le origini di una dottrina che, nata nei paesi anglosassoni, si diffuse in tutta Europa fino a culminare nella Germania nazista, dove Mengele vi fu profondamente coinvolto attraverso il sistema accademico tedesco. Perché Mengele si trovava ad Auschwitz? In cosa consistevano i suoi esperimenti? Come lo ricordano i sopravvissuti? Dove sono finiti i suoi appunti?
Il doc entra nell’inferno di Auschwitz, analizzando gli esperimenti di Mengele attraverso le drammatiche testimonianze dei sopravvissuti e descrivendo il clima di terrore che impose alle sue vittime innocenti, in particolare ai bambini.
Il 17 gennaio 1945 Mengele scappa da Auschwitz, dando inizio a una lunga fuga dalla giustizia che si conclude solo con la sua morte, nel 1979. Si esplora così la sua latitanza, segnata da ricchezza, senso di impunità, paura, ossessione e rabbia. Smontando le leggende metropolitane che hanno alimentato libri e film, si ricostruisce la vera storia di Mengele. E si svelano i tentativi dei servizi segreti internazionali, che più volte arrivarono vicinissimi a catturarlo, per poi ritirarsi. Perché? Chi lo aiutò a restare nascosto? Mengele si pentì mai dei suoi crimini? Cosa accadde al suo corpo?
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