(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Una delle più sfolgoranti apparizioni del sole che siano mai state descritte in musica, che Stanley Kubrick ha utilizzato fin dai primi fotogrammi del suo “2001: odissea nello spazio”.
È il poema sinfonico Also sprach Zarathustra (Così parlò Zarathustra) op. 30 di Richard Strauss, che l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e il suo Direttore principale Andrés Orozco-Estrada propongono per la chiusura del concerto in live streaming giovedì 28 maggio alle 20.30 su RaiPlay dall’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino.
La serata si apre con la prima esecuzione assoluta di Cratere, per grande orchestra di Leonardo Marino.
«Sono cresciuto alle pendici di un vulcano – dice il compositore – e fin da piccolo, come tutti gli abitanti dell’Etna, ho convissuto con lo stupore per la bellezza della montagna e con il timore della sua forza distruttrice; con lo spettacolo delle eruzioni che illuminano il cielo notturno e tolgono il fiato, anche quando se ne conoscono le possibili conseguenze; con la consapevolezza della fertilità della terra vulcanica e dell’inesorabilità della lava; con l’immagine del cratere come entità apparentemente immobile e silenziosa, ma anche come bocca dell’inferno, come concavità ma, allo stesso tempo, come convessità.
In Cratere risuonano queste contraddizioni.
Il brano però non “parla” dell’Etna come fenomeno naturale, bensì della sua carica simbolica e paradossale, e della reazione altrettanto paradossale che noi spettatori proviamo di fronte ad essa.
Cratere è l’immagine sonora di tutto ciò: a tratti inquietante e rassicurante, statico ed esplosivo».
Classe 1992, Leonardo Marino si è formato ai Conservatori di Milano e Ginevra con maestri come Alessandro Solbiati e Michael Jarrell.
Nel 2020 è stato selezionato come “mentored composer” dalla Péter Eötvös Foundation.
La sua produzione spazia dal cameristico all’orchestrale, con commissioni da istituzioni prestigiose come Wdr, Rai e Ravenna Festival.
Attivo nel teatro musicale, ha presentato opere alla Biennale Musica di Venezia e a Ginevra.
Tra i suoi riconoscimenti principali figurano il Concorso “2 Agosto” e la George Enescu International Competition (2022).
Segue il Concerto n. 22 in mi bemolle maggiore per pianoforte e orchestra K 482 di Wolfgang Amadeus Mozart, scritto nel 1785 ed eseguito per la prima volta a Vienna il 23 dicembre dello stesso anno.
Il brano si distingue per l’uso pionieristico dei clarinetti, che conferiscono all’orchestra una profondità timbrica dal respiro squisitamente operistico.
A interpretarlo è chiamato Emanuel Ax: polacco d’origine, nato a Leopoli, in Ucraina ma cresciuto in Canada e formatosi negli Stati Uniti e in Francia, si è aggiudicato la vittoria del Concorso Pianistico Internazionale Arthur Rubinstein di Tel Aviv nel 1974, a venticinque anni, e da allora è protagonista sui palcoscenici più prestigiosi di tutto il mondo.
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