(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È il 18 aprile 1948.
Da meno di due anni l’Italia ha scelto la repubblica e ora, in un contesto di profondi mutamenti, di crisi politiche e sociali, gli italiani, per la prima volta, partecipano alle elezioni politiche di uno Stato democratico.
Nel giorno dell’anniversario, Paolo Mieli e il professor Agostino Giovagnoli ne parlano a “Passato e Presente” in onda sabato 18 aprile alle 20.30 su Rai Storia.
È il primo grande spartiacque politico dell’Italia repubblicana, segnato dallo scontro frontale tra Democrazia Cristiana e Fronte Popolare socialcomunista.
La campagna elettorale tra i due schieramenti, guidati da Togliatti e De Gasperi, è stata aspra, ma non ha offuscato ciò che è chiaro a entrambi: gli italiani devono andare in massa alle urne.
Così, a votare si recano quasi 27 milioni di persone, il 92,23% degli aventi diritto.
Gli italiani hanno scelto di contare nelle decisioni.
Una consultazione decisiva, non solo per il governo del Paese, ma per il suo stesso collocamento internazionale.
La netta vittoria della democrazia cristiana, grazie anche al ruolo della Chiesa, consolida l’ancoraggio dell’Italia all’Occidente e apre una lunga stagione di centralità democristiana nella vita politica nazionale.
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