(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il calo del prezzo del petrolio e il rialzo dei mercati si inseriscono in un contesto globale ancora segnato da forti tensioni energetiche e geopolitiche.
La tregua di due settimane annunciata da Trump con l’Iran ha rassicurato gli investitori, favorendo la discesa del greggio e la crescita di azioni e obbligazioni.
Alla base di questa reazione c’è soprattutto la prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per i flussi energetici mondiali.
Persistono però dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco e sulla stabilità dell’area.
La crisi energetica, aggravata dal conflitto in Medio Oriente, ha fatto salire i prezzi del petrolio a livello globale, colpendo in particolare i mercati asiatici.
In Indonesia, l’aumento dei costi energetici incide su inflazione e bilanci pubblici, nonostante gli interventi del governo per limitarne gli effetti.
Queste difficoltà si inseriscono in un quadro più ampio di fragilità strutturali e in una storia politica segnata anche dalle tensioni della Guerra Fredda.
Giovedì 9 aprile alle 11 Laura Silvia Battaglia ne parlerà con Nicola Tanno, collaboratore di Jacobin Italia e autore di “Arcipelago Rosso.
Lotta politica e genocidio in Indonesia (1914-1968)”, Mimesis 2026.
“Radio3 Mondo” è a cura di Anna Maria Giordano.
In redazione Giulia De Luca e Costanza Spocci.
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